Cresce la povertà sanitaria nel nostro Paese per i migranti e rifugiati

Secondo la ricerca, gli enti benefici sostenuti da Banco Farmaceutico hanno fornito farmaci a oltre 580mila utenti (si tratta mediamente del 12% dei poveri assoluti italiani)

Cresce la povertà sanitaria nel nostro Paese per i migranti e rifugiati
giornata del rifugiato

Cresce la povertà sanitaria nel nostro Paese per i migranti e rifugiati

Cresce la povertà sanitaria, è quanto emerge, per i migranti dal Banco farmaceutico. Colpisce loro e i rifugiati che arrivano e poi vivono nel nostro Paese. La regione con il maggiore numero di migranti è il Lazio, concentrazione che ha la maggior difficoltà ad accedere alle cure adeguate. I dati sono emersi in occasione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato – che si celebra domani – e dal Rapporto della Fondazione Banco Farmaceutico. Secondo la ricerca, gli enti benefici sostenuti da Banco Farmaceutico hanno fornito farmaci a oltre 580mila utenti (si tratta mediamente del 12% dei poveri assoluti italiani).

Emerge la prevalenza della componente straniera sia a livello nazionale (63,5%), sia nella maggior parte delle regioni (13), con l” eccezione della Valle d” Aosta (31,6%), delle Marche (43,2%), dell” Abruzzo e del Molise (39%), della Puglia (31,4%), della Calabria (47,4%) e della Sardegna (44%).

La massima concentrazione di beneficiari stranieri si registra nel Lazio (80,2%), in Liguria (74,8%) e in Lombardia (71,2%), ma resta consistente in tutte le regioni del Nord e in quelle della costa tirrenica a cui va aggiunta anche l” Umbria. La situazione si inverte tra i beneficiari con cittadinanza italiana (36,5% in totale), ove prevale leggermente il sottogruppo femminile (39,5%) su quello maschile (34,1%). Rispetto al 2016 – si legge ancora nel dossier – assistiamo ad un aumento complessivo degli stranieri (+6,3 punti percentuali), più pronunciato nel sottogruppo femminile (+9 punti percentuali) che nel sottogruppo maschile (+4,3 punti percentuali).

In continuità con le tendenze già osservate negli anni precedenti, anche nel 2017 la componente più numerosa tra gli assistiti non è rappresentata dagli anziani (65 anni e più: 13,2%), ma dagli adulti (65,2%) e in subordine dai minori (21,6%).

Rispetto al 2016 si osserva che l” incidenza degli assistiti anziani si riduce (-5,2 punti percentuali), con un corrispondente aumento degli adulti (+ 2 punti percentuali) e dei minori (+3,2 punti percentuali).

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