Coronavirus: psichiatra Crepet, ‘la gente si è adattata al clima di paura’

 
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Coronavirus: psichiatra Crepet, 'la gente si è adattata al clima di paura'

Coronavirus: psichiatra Crepet, ‘la gente si è adattata al clima di paura’

“L’adattamento è una forma di intelligenza e in parte si è verificato. Ma in giro c’è molta frustrazione, legata al fatto che la classe dirigente, non solo il Governo, sembra fare di tutto per aumentare il clima di paura e di sconcerto”. Lo afferma in un’intervista a ‘QN’ lo psichiatra Paolo Crepet, lapidario nel descrivere la situazione in Italia dopo questi mesi di pandemia. L’esperto usa una metafora per rendere l’idea di dove ci troviamo oggi: “C’è una pentola a pressione con sotto ancora il fuoco acceso. Speriamo che la valvola per il vapore regga perché il virus non sparirà in fretta. La frustrazione deve convivere con il tempo d’attesa e il tempo d’attesa va utilizzato al meglio. Inventiamoci qualcosa, c’è uno spazio di creatività enorme. Quando finirà tutto sarà come negli anni ’50, produrremo cose mai viste”.

Foto di Free-Photos da Pixabay

“La società è cambiata in tanti modi diversi – evidenzia Crepet – perché siamo tante persone. C’è anche chi ha reagito tirando fuori ulteriore rabbia e odio. E’ molto difficile cambiare quando siamo diventati così ‘conservatori’, nel senso che siamo tutti molto abituati a fare sempre le cose in un certo modo, perché ce lo ha permesso il benessere”. A marzo abbiamo visto salire contagi, ricoveri e decessi. Ed è cresciuta la paura. Oggi è la stessa paura o è cambiata? “Informazioni generiche e pressapochismo non aiutano. La paura viene quando non si sanno le cose, non quando si sanno. Dare numeri così, ogni giorno, non ha senso. Il Governo – secondo lo psichiatra – ci dovrebbe aiutare togliendoci un po’ di paure e dandoci notizie chiare e certe. Sapere che ci sono oltre 8mila casi significa conoscere un numero, ma non chi il virus sta colpendo”.

Per quanto riguarda il dibattito su Covid-19, secondo Crepet “eravamo abituati a prendere in considerazione chiunque. Qualsiasi ignorante poteva dire la sua. Ma un filosofo o uno storico dell’arte non possono parlare di vaccini, perché non è opinione ma è salvare vite umane. Ora che questo non è più possibile a qualcuno dà fastidio”. Perché pensa che la società sia più frustrata? “Perché ha bisogno di chiarezza – risponde lo psichiatra – Anche l’ultimo Dpcm sembra scritto da una persona tremebonda, non si dice nulla di chiaro e di definitivo. Capisco gli interessi sulle attività economiche, ma il Governo non deve essere un mediatore. Dobbiamo capire cosa occorre anche se significa cambiare gli stili di vita”.

(Adnk/Adnkronos Salute)

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