Proietti: “Donazione e volontariato pilastri della sanità”
Ha riunito presidenti e dirigenti la Conferenza regionale di Avis Umbria, occasione decisiva per analizzare l’impatto della nuova piattaforma digitale sanitaria regionale e per ribadire il ruolo strategico dell’associazione nella programmazione e nella raccolta del sangue. L’incontro, organizzato al Park Hotel di Ponte San Giovanni a Perugia, ha visto la partecipazione della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dei vertici dell’associazione e dei rappresentanti del Servizio immuno-trasfusionale (Sit), in un confronto ritenuto indispensabile per affrontare il passaggio al nuovo sistema informatico.
Come ricordato nel comunicato diffuso da Avis Umbria, la presenza istituzionale ha dato valore al dibattito su temi centrali per il volontariato e la sanità regionale. Il presidente Enrico Marconi ha sottolineato la necessità di preservare la funzione operativa e organizzativa dell’associazione nel coordinamento delle donazioni: “Siamo impegnati ogni giorno nella chiamata dei donatori e nella gestione della prenotazione – ha spiegato – attività cruciali per garantire l’autosufficienza regionale. Il passaggio alla nuova piattaforma, sviluppata dal sistema sanitario umbro, richiede un confronto chiaro per evitare disservizi e consentire una programmazione razionale delle donazioni”.
Marconi ha ricordato che Avis conta circa 30mila donatori attivi e che la piattaforma interna, utilizzata finora, ha permesso di mantenere efficienza e continuità anche durante la pandemia. Il nuovo sistema regionale, ora in fase di avvio, dovrà integrarsi senza compromettere le procedure già consolidate: “Vogliamo continuare a svolgere il nostro compito con efficacia – ha aggiunto – offrendo risposte puntuali ai bisogni dei pazienti e alle richieste del servizio sanitario regionale”.
Alla conferenza hanno preso parte anche Andrea Marchini e Leonardo Mariani, presidenti provinciali di Perugia e Terni, oltre ai rappresentanti delle 59 Avis comunali umbre. Presenti inoltre Mauro Marchesi, direttore del Sit dell’Azienda ospedaliera di Perugia e coordinatore del Centro regionale sangue, e Enrica Ricci, dirigente del servizio di programmazione sanitaria della Regione.
Nel suo intervento, la presidente Proietti ha ribadito il valore del volontariato come elemento fondante del sistema sanitario: “Un mondo come quello di Avis non può non vedere la nostra presenza – ha dichiarato –. Il modo di operare di Avis, basato su dono e sussidiarietà, rappresenta un modello da estendere anche ad altri ambiti”. Proietti ha anticipato alcune innovazioni previste nel piano sociosanitario regionale, in particolare la creazione di un Dipartimento unico trasfusionale e l’avvio di una rete integrata che garantisca uniformità e qualità delle procedure.
“Nel caso del sangue – ha aggiunto – abbiamo una risorsa preziosa: il mondo della donazione e del volontariato. Nulla sarà deciso senza il coinvolgimento diretto di Avis e delle associazioni. Colpisce la sensibilità dei giovani, verso i quali Avis svolge una straordinaria azione di sensibilizzazione nelle scuole. È la dimostrazione di come la sanità pubblica e il terzo settore possano formare una sinergia capace di generare un impatto positivo duraturo”.
Da parte del mondo tecnico, il dottor Marchesi ha evidenziato il legame inscindibile tra operatori sanitari e volontari: “Siamo qui per testimoniare la collaborazione costante tra il sistema professionale e quello solidaristico. Il nostro obiettivo è garantire l’efficienza della rete trasfusionale e favorire un ricambio generazionale tra i donatori”. Secondo Marchesi, la situazione umbra è complessivamente buona per quanto riguarda il supporto trasfusionale di sangue, piastrine e plasma per uso clinico, settori in cui la regione è autosufficiente. Resta invece da potenziare la raccolta di plasma industriale destinato alla produzione di emoderivati, per raggiungere la piena autonomia anche in quest’ambito.
I dati aggiornati a settembre 2025 confermano la solidità del sistema: in Umbria sono state registrate 26.434 donazioni di sangue e 2.520 di plasma, cifre che testimoniano una partecipazione costante e diffusa. Avis Umbria intende ora affrontare la sfida del futuro mantenendo il proprio ruolo di ponte tra cittadini e istituzioni sanitarie, valorizzando la cultura del dono e garantendo un dialogo costruttivo con la Regione.
La conferenza si è chiusa con l’impegno condiviso di rafforzare la collaborazione tra associazioni e sistema sanitario, puntando su formazione, comunicazione e innovazione digitale per ottimizzare i processi. Un obiettivo comune che, come ricordato nella nota dell’associazione, “riguarda l’intera comunità umbra e la sua capacità di garantire autosufficienza e qualità nella donazione”.
In questo contesto, il ruolo di Avis resta centrale: presidio di solidarietà, rete di efficienza organizzativa e strumento di coesione civile. Il confronto con la Regione e con i vertici sanitari, ha concluso Marconi, “è garanzia di crescita e di un futuro dove il volontariato continui a essere parte integrante della programmazione sanitaria regionale”.

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