Nuove tariffe per 448 prestazioni e 222 ausili sanitari
📌 FLASH NEWS – Previsti rincari per 448 prestazioni diagnostiche e specialistiche e 222 protesi e ausili. La critica: i nuovi ticket graverebbero sui cittadini non esenti, in un sistema già segnato da attese e rinunce alle cure.
Le contestazioni sulle nuove tariffe
La revisione delle tariffe sanitarie per 448 prestazioni specialistiche e diagnostiche e per 222 protesi e ausili alimenta nuove critiche sul costo delle cure per i cittadini. Nel mirino finiscono gli aumenti della compartecipazione alla spesa sanitaria, destinati a incidere anche su esami e visite di uso frequente.
Secondo quanto sostenuto nella nota, gli aggiornamenti riguarderebbero anche il prelievo di sangue venoso, le visite cardiologiche e l’elettrocardiogramma. Il tema si inserisce in un quadro che viene descritto come già difficile per molte famiglie, tra rincari dell’energia, dei carburanti e dei prodotti alimentari.
L’impatto stimato sul sistema sanitario
Le nuove tariffe avrebbero un valore complessivo di circa 210,7 milioni di euro all’anno per il Servizio sanitario. Di questi, 183,1 milioni sarebbero collegati alla specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni alla protesica.
Per le prestazioni specialistiche interessate, l’aumento medio indicato è del 5,8 per cento. La quota aggiuntiva a carico dei cittadini, secondo la ricostruzione proposta, ammonterebbe a circa 27 milioni di euro annui.
Ticket ed esenzioni
La critica sottolinea che gli esenti dal ticket non subirebbero variazioni. Per gli altri utenti, invece, gli aumenti potrebbero interessare visite specialistiche ed esami diagnostici, salvo il limite massimo di ticket previsto dalle singole Regioni.
Nel testo viene richiamata anche la spesa sostenuta nel 2024 dagli italiani per i ticket, quantificata in 2,4 miliardi di euro, con un incremento del 5 per cento rispetto all’anno precedente. La spesa privata complessiva per la salute viene invece stimata in 46 miliardi di euro.
Le preoccupazioni per l’accesso alle cure
Al centro della contestazione c’è il possibile effetto sui cittadini con maggiori necessità sanitarie. L’incidenza media annua di 1,50 euro per persona, richiamata dal Ministero della Salute, viene considerata una media che non rappresenterebbe pienamente il peso sostenuto da chi deve ricorrere più spesso a visite ed esami.
La nota collega il provvedimento alle difficoltà già presenti nel sistema sanitario, tra liste d’attesa, carenze organizzative, mobilità sanitaria e rinuncia alle cure. Il timore espresso è che l’aumento dei ticket possa ampliare la distanza tra chi può affrontare la spesa sanitaria e chi, invece, potrebbe rinviare o rinunciare alle prestazioni.

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