È il primo Pontefice americano, ha 69 anni ed è agostiniano
Robert Prevost è Papa – Robert Francis Prevost è stato eletto nuovo Pontefice della Chiesa cattolica. Il nome scelto è Leone XIV. L’annuncio è giunto dopo il quarto scrutinio nel conclave, conclusosi oggi pomeriggio nella Cappella Sistina. Prevost, 69 anni, succede a Papa Francesco e diventa il 267esimo Vescovo di Roma.
La sua elezione rappresenta un momento storico: è infatti il primo Papa proveniente dagli Stati Uniti, nazione mai rappresentata sul soglio pontificio dalla proclamazione d’indipendenza del 1776. Nato a Chicago da una famiglia di origini italiane, francesi e spagnole, Leone XIV porta con sé un bagaglio culturale e pastorale ampiamente internazionale, costruito nel dialogo tra Nord e Sud America.
Membro dell’Ordine di Sant’Agostino, Prevost è noto per uno stile pastorale improntato alla mediazione e all’ascolto. Politicamente considerato un moderato, si è distinto per una particolare attenzione a temi sociali e culturali, in linea con l’approccio dialogico del suo predecessore.
Nato il 14 settembre 1955 a Chicago (Illinois), Prevost ha intrapreso il cammino religioso nel 1977, entrando nel noviziato dell’Ordine agostiniano nella provincia di Nostra Signora del Buon Consiglio. I voti solenni sono stati emessi il 29 agosto 1981, mentre l’ordinazione sacerdotale è avvenuta il 19 giugno 1982.
Dopo la formazione teologica alla Catholic Theological Union di Chicago, ha proseguito gli studi a Roma, dove ha ottenuto la Licenza e successivamente il Dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino.
L’attività missionaria ha segnato profondamente la sua traiettoria ecclesiale. Tra il 1985 e il 1998 ha operato in Perù, prima nelle missioni di Chulucanas e Trujillo, poi come formatore e vicario giudiziario nell’arcidiocesi di Trujillo. In questo contesto ha ricoperto anche il ruolo di docente di teologia e diritto canonico presso il seminario maggiore della diocesi.
Nel 1999 è stato eletto priore provinciale a Chicago e, nel 2001, priore generale dell’Ordine agostiniano, incarico mantenuto per due mandati consecutivi fino al 2013.
Nel 2014 Papa Francesco lo ha nominato amministratore apostolico della diocesi peruviana di Chiclayo, conferendogli la dignità episcopale con il titolo della sede di Sufar. La sua consacrazione è avvenuta il 12 dicembre dello stesso anno, nella cattedrale locale, alla presenza del nunzio apostolico.
Nel 2015 è diventato ufficialmente vescovo di Chiclayo e nel 2018 è stato eletto vicepresidente della Conferenza episcopale del Perù. Francesco, riconoscendone le qualità pastorali, lo ha incluso nei ranghi della Curia Romana: prima come membro della Congregazione per il Clero, poi come componente della Congregazione per i Vescovi.
Nel 2020 gli è stato affidato anche il ruolo di amministratore apostolico del Callao. Infine, nel gennaio 2023, ha ricevuto l’incarico di Prefetto del Dicastero per i Vescovi, una delle posizioni più influenti nel governo centrale della Chiesa, oltre alla presidenza della Pontificia Commissione per l’America Latina.
Cardinale dal 30 settembre 2023, elevato da Francesco nel concistoro della Diaconia di Santa Monica, Leone XIV è stato riconosciuto come figura capace di tessere ponti tra le diverse anime del cattolicesimo americano e tra le Chiese del Nord e del Sud del mondo.
La sua doppia cittadinanza, statunitense e peruviana, simboleggia una visione ecclesiale che supera i confini nazionali. L’esperienza nei contesti latinoamericani, unita alla formazione occidentale e all’equilibrio dottrinale, fanno del nuovo Pontefice un profilo adatto a guidare la Chiesa in un momento di sfide globali.
La scelta del nome pontificale, Leone XIV, richiama un’eredità storica importante: l’ultimo Papa con questo nome, Leone XIII, è noto per l’enciclica Rerum Novarum, fondativa della dottrina sociale della Chiesa. Una scelta che potrebbe suggerire un’attenzione particolare ai temi della giustizia sociale, del lavoro e del dialogo con il mondo contemporaneo.
La reazione nella Basilica di San Pietro è stata di entusiasmo e speranza. Il nuovo Pontefice si affaccerà questa sera dalla loggia centrale per la tradizionale benedizione Urbi et Orbi. I fedeli si preparano ad accoglierlo come guida spirituale, in continuità con il cammino tracciato dal suo predecessore.
Leone XIV si trova ora davanti alla sfida di una Chiesa globale, chiamata a confrontarsi con un mondo multipolare e con urgenze spirituali e sociali sempre più complesse.

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