Perugia: “Eros e tenerezza: un binomio indissolubile per gli sposi”

Immagine(umbriajournal.com) PERUGIA – «Essere-coppia non è un semplice stare insieme, ma è divenire un unicum totalmente nuovo, che amalgama la realtà dei due in una sintesi originale e imprevedibile. Così l’intimità della vita sponsale non è un semplice gesto, né un fatto scontato: piuttosto è nell’intimità che gli sposi conoscono gioie, ma anche ferite. Qualsiasi forma di materialismo o di spiritualismo può rendere l’amore sponsale incapace di generare una autentica e proficua vita di coppia. L’EROS e la TENEREZZA sono i poli indissolubili di un binomio che ogni coppia di sposi deve vivere perché l’intimità divenga quel luogo in cui generarsi e rigenerarsi, per contemplare la bellezza della vocazione sposale. Cosicché dalla bellezza sgorghi la vita». Così viene presentata l’imminente iniziativa del Centro Familiare – Casa della Tenerezza di Perugia, in programma dal 31 maggio (con inizio alle ore 18.30) al 2 giugno (conclusione alle ore 13), presso il Centro Mater Gratiae in Montemorcino.

Si tratta di una tre-giorni di ritiro spirituale per sposi e fidanzati, il cui programma dettagliato ed info sulle modalità di prenotazione possono essere consultati sul sito www.casadellatenerezza.it, oppure contattando il numero 340.6104094. Per tutte le tre giornate, le coppie con bambini di età superiore ai tre anni possono usufruire del servizio di animazione e baby-sitting messo a loro disposizione dagli operatori del Centro Familiare.

Oltre a mons. Carlo Rocchetta, fondatore della Casa della Tenerezza, interverranno alla tre-giorni la giornalista Costanza Miriano, autrice dei libri “Sposati e sii sottomessa” e “Sposala e muori per lei”, la dott.ssa Antonella Tenda, psicoterapeuta e sessuologa.

Il Centro Familiare – Casa della Tenerezza di Perugia, lo ricordiamo, ha aperto le sue porte dieci anni fa, il 9 marzo 2003. «La comunità stabile che gestisce tutte le attività della Casa – sottolinea mons. Rocchetta – è formata da nove coppie con trenta figli. Sono loro la tenerezza che trasmette la nostra realtà a quanti ogni anno la contattano perché in difficoltà o desiderosi di intraprendere un cammino di crescita e formazione umana e cristiana sia come coppia che come famiglia».

«La nostra Casa, in occasione del suo primo decennio di vita – ricorda sempre mons. Rocchetta –, ha avuto l’approvazione definitiva del suo “libro di vita” (lo statuto) dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti, ed attualmente opera attraverso sei “scuole di tenerezza” con incontri quindicinali e mensili sempre molto partecipati per coppie in difficoltà, fidanzati, giovani coppie, separati e divorziati, singoli soggetti adulti e per gli amici della Casa. E i nostri amici iniziano ad essere davvero tanti, se si pensa che in dieci anni abbiamo accolto circa 6.000 coppie». Altra attività della Casa della Tenerezza, aggiunge il sacerdote, «sono i colloqui quotidiani personalizzati di circa un’ora con coppie che chiedono aiuto. Questi, in media al giorno, sono cinque/sei per un totale di 150 al mese». La Casa della Tenerezza è frequentata annualmente dalle 500 alle 600 coppie, che provengono da diverse diocesi italiane e mons. Carlo Rocchetta e le nove coppie che gestiscono le attività sono periodicamente invitati fuori regione a tenere incontri e seminari.

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