Natale, l’appello alla pace nelle omelie dei vescovi umbri

Natale, l’appello alla pace nelle omelie dei vescovi umbri

Dalle parole del Papa a San Francesco, il messaggio dei presuli

L’invocazione della pace ha attraversato come un filo conduttore le omelie pronunciate dai vescovi umbri in occasione del Natale. Un messaggio corale, richiamato da più presuli durante le celebrazioni, che ha posto al centro il tema della riconciliazione in un tempo segnato da conflitti, sofferenze e divisioni. A raccoglierne una sintesi è il sito della Voce, che ha riportato i principali passaggi degli interventi degli otto vescovi dell’Umbria.

L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Ivan Maffeis, ha richiamato le parole di Papa Leone XIV, sottolineando come il Natale rappresenti un dono e una responsabilità. «In un contesto umano e culturale troppo frammentato – ha ricordato citando il Pontefice – il Natale del Signore reca con sé il dono della pace e ci invita a diventarne segno profetico». Un invito rivolto alle comunità cristiane a farsi testimoni concreti di pace nel quotidiano.

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, ha invece rivolto l’annuncio natalizio a chi vive situazioni di particolare fragilità. «È per chi pernotta accanto al letto di un malato, ascoltando il respiro di un coniuge, prendendosi cura di un figlio piccolo», ha affermato. Boccardo ha esteso il suo pensiero anche a chi affronta notti di dolore, solitudine e paura, ricordando chi vive sotto le bombe, chi attraversa il mare in condizioni estreme e chi non trova accoglienza né nelle case né nelle coscienze.

Un forte appello alla responsabilità personale è arrivato dal vescovo di Terni, Narni e Amelia, Francesco Antonio Soddu, che ha esortato i fedeli a farsi costruttori di pace in un tempo segnato da guerre e conflitti, richiamando l’urgenza di scelte quotidiane orientate al dialogo e alla non violenza.

Il vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, ha richiamato la figura di San Francesco, ricordando il suo amore particolare per il Natale. Riflettendo sulla notte di Betlemme, Sorrentino ha spiegato che essa «viene a restituirci la pace», ma non attraverso soluzioni miracolose. «Ci restituisce piuttosto il segreto della pace – ha aggiunto – il Dio fatto bambino, il Dio che si spoglia e si umilia per farsi uno con noi». Il vescovo ha espresso rammarico per il mancato accoglimento dell’appello del Papa a fermare le guerre almeno nel giorno di Natale, invitando tutti a iniziare dalla pace nel proprio cuore.

Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio e Città di Castello, ha parlato del Natale come di una luce che torna ad accendersi nelle tenebre dell’umanità. «Ci viene nuovamente rivelato il progetto d’amore di Dio», ha affermato, sottolineando come il mondo abbia oggi più che mai bisogno di questa luce.

Infine, il vescovo di Orvieto-Todi, Gualtiero Sigismondi, ha offerto una riflessione sul silenzio che accompagna la vita di Gesù, dalla mangiatoia di Betlemme al sepolcro di Gerusalemme, richiamando un messaggio di pace che nasce dalla contemplazione e dall’ascolto profondo.

Un Natale, dunque, che nelle parole dei vescovi umbri si è fatto appello condiviso alla pace, alla speranza e alla responsabilità personale e collettiva.

I video

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*