Chiesa aperta ed è subito polemica, Diocesi Gubbio chiarisce

 
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Chiesa aperta ed è subito polemica, Diocesi Gubbio chiarisce

Chiesa aperta ed è subito polemica, Diocesi Gubbio chiarisce

«Siamo profondamente dispiaciuti per le reazioni di queste ore alla notizia che il Cristo Morto e la Madonna Addolorata sarebbero esposti il Venerdì e il Sabato santo alla venerazione del popolo, nella chiesa di San Domenico. Con molta probabilità si è trattato di un “corto circuito” nella comunicazione». E’ quanto scrive in una notala Diocesi di Gubbio.

Monsignor Giuliano Salciarini, il parroco di San Domenico, presidente della Confraternita di Santa Croce depositaria per tradizione della Processione del Cristo Morto in programma il Venerdì Santo, aveva fatto sapere che domani pomeriggio e sabato mattina la chiesa nel quartiere di San Martino «sarà come sempre aperta e sarà possibile pregare di fronte alle statue del Cristo Morto e della Madonna. Ovviamente non è consentito il tradizionale bacio del Signore e dovranno essere rispettate le distanze di sicurezza. Speriamo che la gente comprenda e non si accalchi perché altrimenti saremmo costretti a chiudere».

La Diocesi di Gubbio spiega con un post su Facebook: “Da parte della parrocchia di San Domenico in San Martino e della Confraternita di Santa Croce non c’era alcun intento di “convocare” fedeli o assembramenti di popolo, ma solo un gesto semplicissimo di vicinanza, di conforto e di comunione spirituale verso chi soffre il momento che stiamo vivendo e invoca i simboli della pietà e della devozione popolare eugubina per scongiurare la pandemia. Questo si sarebbe manifestato rinnovando la tradizione della collocazione del Cristo Morto al centro del presbiterio e la Vergine a lato. Naturalmente, nel totale e incondizionato rispetto di quanto disposto dalla circolare diramata il 27 marzo dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. Le disposizioni, infatti, autorizzano le celebrazioni liturgiche solo a porte chiuse e senza popolo, oltre a prevedere la presenza di celebranti, diacono, lettore, organista, cantore e operatori per la trasmissione audiovisiva. Contrariamente a quanto alcuni possano pensare, le chiese sono sempre state aperte per la preghiera personale e nessun decreto o provvedimento ne ha disposto la chiusura in queste settimane. Secondo quanto previsto dal Governo, si può andare in chiesa solo se “in transito” per altri spostamenti dettati dalla necessità (lavoro, spesa, farmacia, sanità, ecc.) e solo se la chiesa è situata lungo il percorso. Chi non può “certificare” tutto questo è passibile di tutti i provvedimenti e le sanzioni del caso. E, comunque, vanno sempre osservate le prescrizioni sulle distanza, l’impossibilità di assembramento e altro”. 

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