👎 Pollice Verso – Hanno governato nani e ballerine, ma altrove non si vedono giganti

questa situazione è il frutto di una classe dirigente autoreferenziale

Hanno governato i nani e le ballerine, ma altrove non si vedono giganti
Catiuscia Marini - Ph Fabrizio Troccoli

Hanno governato nani e ballerine, ma altrove non si vedono giganti

👎 di Nannarè…
Della serie quando una foto parla da sola e vale più di mille discorsi e commenti. Un po’ sbieca, accigliata e rancorosa, la faccia della presidente (quasi ex) Catiuscia Marini racchiude secondo i canoni lombrosiani lo sconquasso che sta vivendo da un mese a questa parte la massima istituzione dell’Umbria, la Regione appunto, e con essa la comunità dei cittadini. Uno spettacolo inimmaginabile fino a prima del 12 aprile quello che è andato in scena nell’ultima seduta dell’assemblea legislativa e tra i corridoi si pavoneggia il solito schieramento dei due partiti, a favore e contro la chiusura dei giochi, e si intravede anche una componente grigia attribuibile a una parte del centrodestra che a parole invoca la fine della legislatura ma in camera caritatis desidera la scadenza naturale perché un po’ di tempo in più farebbe comodo per organizzarsi.

A parte uno scampolo di comunisti di fronte al palazzo, la gente comune non si è vista, è rimasta a casa, affaccendata nelle solite occupazioni di un sabato mattino piovoso, forse perché il giudizio su questa classe dirigente lo ha già espresso al momento dello scandalo e da quel giorno ha staccato la spina. La lettura della seduta ci consegna un Pd, partito di maggioranza della coalizione, lacerato e in preda a coltelli e veleni, alle prese con una prova muscolare con il nazionale che spinge per le dimissioni della Marini e una parte del locale arroccato attorno alla governatrice.

La scena della presidente che vota contro se stessa è esilarante, per non dire di peggio, perché anche se si tratta di un voto tecnico la giustificazione dell’atto all’uomo o alla donna della strada è di difficile comprendonio.

Quanti errori col senno del poi hanno costellato questa vicenda…a cominciare dalla prima reazione,  sconcertante, della Marini alla notizia dell’inchiesta della magistratura (sono parte lesa) fino alle dimissioni quattro giorni dopo, dimissioni date e congelate, poi respinte e ancora congelate, fino agli attacchi di sessismo e giustizialismo al Pd nazionale, e ora il dilemma me ne vado o resto?

Me ne vado subito o tra un po’? Un braccio di ferro che accresce il senso del ridicolo e aumenta il divario con la cittadinanza e forse indispettisce la magistratura che sta facendo il suo mestiere. Di solito la verità sta sempre nel mezzo e senza entrare nel merito pro dimissioni o contro dimissioni qualche paletto va piantato e qualche cosa va detta e sottolineata. La prima, a rimetterci da questo tira e molla sono i cittadini, è la comunità umbra che chiede di essere governata (bene e senza intrallazzi) e questa impasse ha l’effetto di stagnazione con l’acqua che puzza.

La seconda, questa situazione è il frutto di una classe dirigente autoreferenziale che pensa(va) con un senso di impunità di continuare a vivere di rendita, che tanto comunque nella placida e verde Umbria le posizioni non sarebbero cambiate più di tanto. La terza, è la sconfitta di una politica che non sa intercettare il mutamento, che non sa guardare oltre il proprio naso (e la propria poltrona) e non si accorge che il mondo è cambiato da un pezzo, da quando le roccaforti rosse dei vari comuni hanno cambiato colore.

Quest’ultima è la colpa più grave, il peccato mortale per il quale non ci può essere assoluzione.Via, si volti pagina, ogni toppa messa si è rivelata peggio del buco, la partita è finita, e anche i supplementari sono terminati. In questo gioco i calci di rigore sono rappresentati dalle dimissioni,  e il tempo per queste non può essere infinito, come la pazienza del Pd nazionale e come la pazienza dei cittadini.L’ambaradan non si regge più, per la verità la tempesta era annunciata e almeno da un anno, dopo il 4 marzo, negli uffici pubblici si percepiva aria di smobilitazione, dopo il 12 aprile anche la voglia di fuga e di riposizionamento.

Attenzione però, se questi che hanno governato finora si sono dimostrati nani e ballerine, dalle altre parti non si vedono giganti. Ma questa è un’altra storia, tutta da scrivere.

Commenta per primo

Rispondi