Thomas De Luca, M5s, ricostruiamo la nostra casa dalle fondamenta
«Si riparte da dove abbiamo iniziato – scrive in una nota – ricostruendo la nostra casa dalle fondamenta. Dall’inclusione nei processi decisionali e dalle troppe voci rimaste inascoltate a causa di un’esigua minoranza rumorosa che ha per anni ostacolato e impedito la partecipazione, rappresentando invece alle urne poco più che se stessa».
Consegnare nelle mani dei consiglieri comunali umbri la credibilità
«Il mio primo impegno – afferma – è quello di consegnare nelle mani dei consiglieri comunali umbri la credibilità e il potere di dare risposte concrete ai cittadini. Loro sono la prima linea, la faccia del Movimento nei territori. Per questo nello spazio delle competenze regionali e di Governo struttureremo insieme una procedura condivisa per trasformare le loro richieste e le loro segnalazioni in azioni concrete e viceversa per una sistematica consultazione nelle materie di interesse locale».
Grande assente è stato l’attivisimo
Il grande assente di queste elezioni in numerose parti dell’Umbria è stato l’attivismo. Il braccio operativo costituito dai gruppi locali fatto di gazebo, volantinaggi e contatto diretto con le persone ed è proprio agli attivisti che dobbiamo consegnare gli strumenti per spiegare il lavoro del Movimento nei diversi livelli istituzionali. Volontari che devono essere incentivati, stimolati e ascoltati non disattivati e marginalizzati.
Un incubatore per ampliare la rappresentanza nei 78 comuni umbri senza eletti pentastellati, con l’obiettivo cogente da raggiungere: il primo comune 5 stelle dell’Umbria. Per questo intendo partecipare costantemente alle riunioni dei gruppi locali, girando integralmente l’Umbria in un percorso di ascolto diretto.
Aprire spazi di discussione fisici e digitali
Secondo De Luca, si devono aprire spazi di discussione fisici e digitali in cui tutti gli iscritti e gli elettori possano liberamente esprimere il loro pensiero senza avere paura che questo sia strumentalizzato. Abbiamo gli anticorpi per farlo. Per questo abbiamo bisogno di una grande assemblea plenaria appena la nuova organizzazione del Movimento sarà ultimata, in cui tutti possano avere equamente il proprio spazio di intervento.
Dobbiamo tornare nelle strade e nelle piazze, negli spazi pubblici di discussione perché, parafrasando Gaber, anche nelle sedi istituzionali più spaziose spesso non c’è spazio per verifiche e confronti».

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