Ferdinandi e Bandecchi distanti: 50,54% contro 55% di gradimento
La classifica annuale sul gradimento dei sindaci italiani elaborata da Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore restituisce un quadro variegato sul consenso ai primi cittadini nei principali comuni italiani. Ai vertici si confermano figure di centrodestra e liste civiche, mentre alcune città mostrano un evidente calo di fiducia verso le amministrazioni in carica.
In Umbria, il divario tra i sindaci delle due principali città è marcato. A Perugia, la sindaca Vittoria Ferdinandi si colloca in una posizione intermedia della classifica nazionale, ottenendo un consenso del 50,54%, in calo di 2 punti percentuali rispetto al giorno della sua elezione. In controtendenza, Terni vede il sindaco Stefano Bandecchi registrare un 55% di gradimento, con un incremento di 0,4 punti rispetto al risultato elettorale (54,6).
I dati evidenziano quindi un’evoluzione opposta nelle due realtà urbane: Perugia, capoluogo regionale, esprime una valutazione negativa del proprio sindaco, penalizzata probabilmente da una percezione di distanza rispetto alle aspettative iniziali. Terni, invece, mostra una tenuta della fiducia nei confronti dell’attuale amministrazione, nonostante i toni spesso divisivi del primo cittadino.
A livello nazionale, la classifica è guidata da Marco Fioravanti (centrodestra, Ascoli Piceno), con il 70% di gradimento, stabile rispetto al giorno dell’elezione. Seguono Michele Guerra (centrosinistra, Parma) con il 65% e Vito Leccese (centrosinistra, Bari) al 61%, entrambi con segnali di consolidamento del consenso. Il sondaggio ha preso in esame 87 sindaci di capoluogo, confrontando il consenso attuale con quello registrato al momento del voto.
Nel gruppo di testa emergono profili civici e amministratori che, indipendentemente dalla collocazione politica, hanno saputo intercettare le esigenze locali. Tra questi, i sindaci di Napoli, Mantova, Fermo, Trento e L’Aquila mostrano un consenso pari o superiore al 60%.
Sul fondo della classifica si ritrovano invece città amministrate prevalentemente dal centrosinistra, come Avellino, Brindisi, Siracusa e Palermo, oltre a Perugia. In molti di questi casi, il calo di consenso è attribuibile alla distanza tra le aspettative generate in campagna elettorale e i risultati percepiti a livello locale.
In alcuni comuni, come Messina e Isernia, i sindaci eletti da coalizioni atipiche o candidati espressi da movimenti autonomi mantengono un buon livello di fiducia. Al contrario, amministrazioni più consolidate nel panorama nazionale mostrano segnali di logoramento, con percentuali in calo anche tra i sindaci rieletti.
Nel dettaglio, Vittoria Ferdinandi ha perso due punti percentuali rispetto alla soglia di consenso ottenuta al primo turno nel 2024. La variazione è negativa, seppur contenuta, con il 50,5% di cittadini che esprimono oggi un giudizio favorevole sulla sua amministrazione.
Stefano Bandecchi, invece, risulta tra i pochi sindaci con una crescita significativa del gradimento. I suoi punti in più lo portano dal 54,6% iniziale al 55% attuale, confermando una tenuta complessiva nonostante i frequenti scontri con l’opposizione e la stampa.
L’indagine offre una fotografia aggiornata del rapporto tra cittadini e amministrazioni comunali, in un contesto politico frammentato dove il consenso è spesso legato a dinamiche locali più che a schieramenti nazionali.
Nel confronto tra Perugia e Terni, emergono due approcci amministrativi distinti e due traiettorie divergenti sul piano del consenso. Mentre il capoluogo umbro affronta una fase di difficoltà nella relazione con l’elettorato, la seconda città della regione appare più stabile, con segnali di fiducia crescente nei confronti del sindaco in carica.
L’indagine, pubblicata dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, viene condotta ogni anno da Noto Sondaggi, con rilevazioni che misurano il gradimento degli amministratori locali attraverso campioni rappresentativi e metodologie consolidate. I risultati offrono uno strumento utile per valutare la percezione del governo locale da parte dei cittadini e l’evoluzione dei rapporti fiduciari nei territori.

Mi meraviglia che la Sindaca Ferdinandi (o meglio la Giunta Ferdinandi) abbia perso solo il 2% di consensi.