Scioglimento commissione inchiesta criminalità organizzata, atto necessario

Scioglimento commissione inchiesta criminalità organizzata, atto necessario

Scioglimento commissione inchiesta criminalità organizzata, atto necessario

“La Commissione d’inchiesta Analisi e studi su criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose, tossico-dipendenze, sicurezza e qualità della vita è un organo i cui poteri discendono non dall’esistenza in sé dell’istituto che lo prevede, ma da un atto formale dell’Assemblea in carica che l’ha istituito. In relazione a ciò con lo sciogliersi dell’organo assembleare vengono meno anche quegli organi dallo stesso costituiti”.

Con una nota, l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria interviene in merito alle valutazioni e rilievi espressi da alcune forze sociali e associazioni in merito allo scioglimento della Commissione d’inchiesta (fissato al 7 giugno prossimo per dar modo di completare gli ultimi adempimenti) conseguente a quello dell’Assemblea legislativa formalizzato il 28 giugno scorso. L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea sottolinea che la decisione adottata è conseguente ad un preciso adempimento di legge.

Non sarebbe stata infatti praticabile una scelta che “muovesse considerando non tanto la tipologia di organismo e la sua collocazione all’interno dell’organizzazione e dei lavori assembleari, quanto piuttosto i temi e gli argomenti trattati, perché ciò avrebbe significato spostare la valutazione su un piano del tutto discrezionale, connotandola politicamente e non tecnicamente”. Nella nota di Palazzo Cesaroni, si spiega inoltre che a partire dalla data di scioglimento “l’Assemblea entra nel regime di prorogatio e può provvedere solo agli adempimenti improrogabili per legge o derivanti da situazioni di forza maggiore conseguenti ad eventi naturali.

E qualora durante questo periodo si rendesse necessario svolgere una attività di inchiesta o di indagine inizialmente posta in capo alla Commissione, nulla impedirebbe che questa attività sia svolta dalle Commissioni consiliari permanenti, come espressamente previsto dallo Statuto regionale”.

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