Rendiconto finanziario 2017 Assemblea legislativa, approvato all’unanimità dall’Aula

Rendiconto finanziario 2017 Assemblea legislativa, approvato all’unanimità dall’Aula

Rendiconto finanziario 2017 Assemblea legislativa, approvato all’unanimità dall’Aula. Approvato all’unanimità dall’Aula il rendiconto finanziario 2017 dell’Assemblea legislativa. Il bilancio per l’esercizio 2017 ammonta a 22milioni 198mila euro e si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 5milioni 981mila 660 euro. Illustrando l’atto in Aula Marco Vinicio Guasticchi (vicepresidente dell’Assemblea legislativa–PD) ha spiegato che il “gli obiettivi prefissati sono stati tutti raggiunti; è stato incentivato lo sviluppo dell’innovazione tecnologica nell’ottica della semplificazione amministrativa, proseguendo l’attuazione del progetto di digitalizzazione ed efficientamento dell’attività dell’Ente.

Sono state inoltre patrocinate iniziative volte al rafforzamento dell’immagine dell’Assemblea e alla promozione del territorio, e incentivato il processo partecipativo all’attività istituzionale attraverso contributi economici alle scuole per il coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali attivando anche progetti di e-democracy, open government e open data”.

SCHEDA Per quanto attiene l’AVANZO DI AMMINISTRAZIONE, 1milione 162mila euro riguardano i FONDI DISPONIBILI, 4milioni 764mila 914 euro sono i FONDI ACCANTONATI e 54mila 717 euro i FONDI VINCOLATI (Funzioni delegate da Agcom). Le SPESE che incidono maggiormente sul bilancio dell’Assemblea legislativa sono rappresentate da: redditi da lavoro dipendente, 5milioni 982mila 265 euro; trasferimenti correnti a Isuc, Centro Studi, Cal, Fondo previdenza, patrocini onerosi, 5milioni 881 mila 696 euro; acquisto di beni e servizi (include indennità degli amministratori regionali), 5milioni 465mila 947 euro (l’esercizio 2017 è l’ultimo che prevede la gestione separata del Fondo di previdenza). Anche per l’anno 2017 è stato confermato il generale contenimento della spese per il funzionamento dell’Assemblea. INDENNITÀ, VITALIZI, GRUPPI CONSILIARI: dai 9milioni 22mila del 2012 si è passati a 8milioni 132mila euro del 2017;

FUNZIONAMENTO: da 3milioni 490mila a 2milioni 37mila; PERSONALE: da 7milioni 602mila del 2012 a 6 milioni 419mila euro dello scorso anno. Il RENDICONTO ECONOMICO PATRIMONIALE riporta un risultato di esercizio positivo di 1milione 339mila 745 euro.

INTERVENTI Maria Grazia CARBONARI (M5S): “RIPRENDIAMO LA DISCUSSIONE SULLE NOSTRE PROPOSTE PER IL TAGLIO DEI VITALIZI. Circa il 27 per cento del rendiconto 2017 è erogato per gli assegni dei vitalizi agli ex consiglieri regionali. Questa Assemblea ha approvato solo una delle misure da noi proposte, come la riduzione temporanea degli assegni vitalizi per un periodo di 36 mesi, con un risparmio di circa 300mila euro l’anno. Ma sono state lasciate sospese le altre proposte da noi presentate, per le quali ho chiesto di poter verificare il possibile risparmio. Misure già approvate dal Consiglio regionale dell’Emilia Romagna. Ebbene, la nostra proposta di sospensione del pagamento vitalizio a seguito di interdizione perpetua dai pubblici uffici, porterebbe ad un potenziale risparmio di 450mila euro dal 2018 fino all’estinzione dei vitalizi. La proposta di divieto di cumulo con vitalizi pagati da altri enti porterebbe ad un risparmio di 13milioni e 700mila euro. L’adeguamento del requisito per l’età per il vitalizio a quella delle altre pubbliche amministrazioni avrebbe un’ulteriore risparmio di 4 milioni 400mila euro. I risparmi sarebbero notevoli e ci permetterebbero di portare avanti misure forti. Sarebbe un atto di giustizia sociale nei confronti dei nostri cittadini”.

Claudio RICCI (Misto/Rp-Ic): “VOTERÒ POSITIVAMENTE IL RENDICONTO ASSEMBLEA 2017 in coerenza con l’approvazione del bilancio preventivo. Anche perché dimostra un’ottima affidabilità rispetto a quello che era stato previsto dal bilancio preventivo 2017. Apprezzo che si stia continuando il lavoro di contenimento delle spese. I tempi rapidi di pagamento sono un fatto significante, che denotano l’efficacia e l’efficienza della struttura gestionale. La relazione dei revisori dei conti pone attenzione su alcuni argomenti ancora da monitorare. Rilievi giusti ma marginali.

Tutto rientra nei limiti di spesa previsti. I costi delle Assemblee legislative vanno ottimizzati, ma ricordiamoci che è un valore importante che ci consente di portare in questa sede istanze della nostra comunità. Considero positivamente il primo elemento di contenimento dei vitalizi approvato dall’Assemblea legislativa. Ricordo che dal 2015 l’Umbria è stata tra le prime Regioni ad abolire l’assegno vitalizio per questa legislatura. Per i vitalizi pregressi bisognerà fare molta attenzione nell’intervenire, perché si profilano numerose controdeduzioni. Condivido il principio che il sistema deve arrivare ad un regime contributivo”.

Andrea SMACCHI (Pd): “Intervengo per la prima volta sul rendiconto dell’Assemblea per una serie di riflessioni necessarie. Noi consiglieri dobbiamo assumerci le responsabilità del ruolo: vedo consiglieri che tacciono, che sono assenti, che impiegano più tempo per i comunicati che per partecipare alle Commissioni. Il nostro ruolo ci chiede di essere presenti in questo palazzo, di partecipare all’iter completo dei provvedimenti. Quest’anno il documento che ci è è stato messo a disposizione era il più completo mai pervenuto, con sintesi e slide.

Al gruppo M5S e al consigliere Carbonari ricordo che quest’Aula sta cercando di mettere delle toppe a quanto avvenuto tra il 1995 e il 2005, quando chi ha svolto questo ruolo non ha tenuto conto di certe condizioni, ed ha previsto certi privilegi addirittura a partire da 55 anni. Noi stiamo intervenendo per limitare questi privilegi e quindi non possiamo essere accusati di dovere e potere fare di più. In quel decennio si è pensato molto ai percorsi personali mentre negli ultimi 8 anni c’è stato un impegno costante per la riduzione dei costi e per il mantenimento dei servizi.

L’Umbria è peraltro sempre stato un esempio positivo rispetto ad altre Regioni. Quando parliamo di interdizione e di divieto di cumulo, la consigliera Carbonari sa bene che queste questioni sono state momentaneamente sospese in attesa delle pronunce di costituzionalità. Non si può essere vicepresidenti della Commissione e far finta di non sapere certe cose. La riduzione dei consiglieri non ha fatto bene a questa Regione; la riduzione da 10 macchine a zero ha creato molti problemi, così come la riduzione dei fondi dei gruppi. Abbiamo cancellato il ruolo di un organismo. Se abbiamo un senso dobbiamo avere la dignità di rivendicare il nostro ruolo e il lavoro che stiamo facendo”.

Valerio MANCINI (Lega): “Questo non dovrebbe essere lo sfogatoio per raccontare la storia di questa Assemblea. Non comprendo tutta questa energia nell’intervento del presidente della Prima commissione. Servirebbe un approccio più radicale al percorso che stiamo facendo. Si parte da numeri abnormi che cerchiamo di affrontare. Stiamo facendo il minimo sindacale rispetto agli enormi sacrifici che fanno aziende e famiglie. Se oggi non ci fosse la minoranza in Aula non ci sarebbe nemmeno il numero legale per approvare quest’atto. La perenne campagna elettorale a cui si faceva riferimento è la risposta alla scarsa attività di questa maggioranza. I contributi della minoranza sono stati rivolti a sollevare problemi e questioni (l’aeroporto, i trasporti, la viabilità, le case popolari, la riorganizzazione del personale) prima che queste esplodessero. L’attività amministrativa complessiva di questa Regione è stanca, e lo sapete. Non rinnego quello che ho fatto nelle Commissioni e in questa Aula, con l’obiettivo di non deludere i cittadini che mi hanno votato. Voterò questo bilancio ma senza prestare il fianco a critiche che ritengo non fondate”.

Eros BREGA (Pd): “È palese e reale l’influenza della stampa sull’attività politica. Il bilancio di questa Assemblea legislativa rappresenta l’uno per cento del bilancio della Regione. Rispetto ai suoi 2,3 miliardi di euro non c’è un solo euro per l’attività legislativa dei consiglieri regionali. Praticamente abbiamo rinunciato alla nostra attività ed in questo modo l’Assemblea legislativa sarà soltanto formata da soggetti che alzano o non alzano la mano per votare l’attività della Giunta. Rispetto ai vitalizi, in quest’Aula oltre il 90 per cento dei consiglieri non li percepirà. Quindi, qua dentro, non c’è alcuna casta chiamata a difendersi. Il Parlamento ha comunque fatto chiarezza sulla questione, anche se, paradossalmente su un solo ramo. Tuttavia, se vogliamo dare un contributo ulteriore al costo della politica si potrebbe prendere in considerazione l’iniziativa parlamentare. Per quanto ci riguarda vedo in noi un certo autolesionismo, in sostanza stiamo rinunciando a fare politica. Voterò favorevolmente su questo atto”.

Roberto MORRONI (FI): “Annuncio il mio voto favorevole sul rendiconto in questione. Sul costo della politica, sarebbe interessante sfogliare pagine di fine ‘800 per capire oggi molte cose. Un cattivo politico, anche se lo paghi poco, lo paghi sempre troppo; un buon politico non lo pagherai mai abbastanza. La politica si fa chiamando in campo le migliori energie. Nei luoghi deputati alla sovranità popolare bisogna sempre avere il coraggio delle proprie azioni e delle proprie scelte, dando dignità a chi, alla politica, dedica la propria vita”.

Andrea LIBERATI (M5S): “LA DERIVA POLITICA DI CUI STIAMO PARLANDO NON DERIVA DAL TEMA DEGLI STIPENDI E DEI VITALIZI. Il connubio incestuoso tra politica e affari è la vera malattia. Non ci sono conseguenze vere dell’azione politica. C’è una sprecopoli imperante sugli affitti, sui consorzi, sui concorsi farsa a favore dei soliti noti. Anche oggi in Aula mancano pezzi consistenti della Giunta e ci sono assenze. L’opposizione non è messa in condizione di scrivere le leggi qui dentro.

E per questo abbiamo protestato più volte. Le istanze dei cittadini di lunga data si tramutano in innumerevoli interrogazioni. Perché non si sono risolti problemi, che sono solo cresciuti negli anni. La situazione è drammatica. Il contributivo per i vitalizi è necessario per dare un segno di assimilabilità tra posizioni diverse.

Gran parte della classe politica ha deciso di trascurare certe tematiche. Poi anche chi era ed è dipendente pubblico ha assunto condotte analoghe. Noi abbiamo ruolo didattico e formativo serio. Qualcosa è cambiato ma molto ancora occorre da fare. Non accetto in nessun modo di essere trascinato dentro il sistema: sono sempre stato fori dal sistema, mettendomi sempre in gioco”.

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