Referendum, nasce comitato regionale “Basta un sì”
Si chiama “Basta un sì”, avrà il compito di supportare l’attività dei comitati territoriali e di quelli “civici” e sarà coordinato da Francesco Clementi per la parte scientifica e da Giovanni Rubini per quella organizzativa: è il comitato regionale per il sì al referendum costituzionale di ottobre, presentato questa mattina in conferenza stampa dal segretario regionale Giacomo Leonelli, dal responsabile organizzazione Matteo Burico e dai coordinatori Clementi e Rubini. “Il comitato – spiega il segretario – nasce con l’intento di mettersi a disposizione dei comitati territoriali, con grande apertura e senza tarpare le ali a iniziative spontanee, che sono anzi auspicabili, attraverso uno strumento di ausilio, non di preimpostazione, che possa coordinare le attività sul territorio della campagna referendaria e portare un contributo sui contenuti della riforma”.
L’obiettivo, per il Pd, è un comitato per ogni territorio, ad oggi ne sono nati una sessantina, ma l’auspicio è che “ne nascano molti di più di cittadini interessati alla riforma – parola di Leonelli – e convinti che attraverso un sì si possa cambiare il Paese”. E comunque, “al di là della registrazione formale dei comitati – parola di Leonelli – sarà importante la presenza sul territorio, stare in mezzo alla gente e impegnarsi affinché i cittadini percepiscano che il sì è la scelta migliore”. “Vogliamo spostare l’attenzione sui contenuti – ancora il segretario – ragionare di temi, anche perché ci lascia perplessi un dibattito tutto teso a capire chi può uscire vincitore e chi sconfitto dalla tornata referendaria”.
Da qui la volontà di affiancare una squadra organizzativa e una scientifica, “nella quale cercheremo di coinvolgere – annuncia Leonelli – i firmatari umbri dell’appello per le riforme” e che dovrà lavorare per spiegare, in modo chiaro e trasparente, i contenuti della riforma. Il Pd Umbria, inoltre, è al lavoro affinché l’impegno per il referendum sia unanime e condiviso all’interno del partito. “Tutto il partito deve essere unito in questa battaglia, anche per lealtà nei confronti di una riforma votata da tutto il Pd”. Non a caso i coordinatori del comitato regionale, chiamati a portare un contributo importante e volontario e che non sono indaffarati in scontri per incarichi o poltrone, hanno storie molto diverse: uno, Clementi, professore di Diritto pubblico comparato all’Università di Perugia, è iscritto Pd molto vicino alle posizioni del premier Renzi, l’altro, Rubini, praticante avvocato, è stato segretario regionale dei Giovani Democratici, con un solido percorso all’interno del partito e nelle fila della minoranza nell’ultimo congresso.
“Si tratta di una formula aperta – ha aggiunto Clementi – dialogante e rispettosa dei contenuti della riforma, attraverso la quale vogliamo mettere le nostre competenze a disposizione degli umbri”. “Compito degli studiosi – ancora Clementi – sarà fornire a tutti i cittadini gli strumenti per capire e conoscere, a prescindere dall’orientamento di voto”, facendo, tra l’altro, una vera e propria “operazione culturale” nella riscoperta anche della prima parte della Costituzione, che “non è dei costituzionalisti, ma di tutti”. Tra le novità della riforma più importanti Clementi annovera la riforma del bicameralismo, tempi certi per la legislazione, una maggiore chiarezza del rapporto tra Stato e Regioni. “Attraverso questo passaggio referendario – spiega Rubini – vogliamo anche riscoprire l’orgoglio di condividere valori e di appartenere al Pd. E’ nostra intenzione motivare i militanti, gli iscritti e gli elettori, uscire dai social e parlare a viso aperto, depersonalizzare la battaglia referendaria, per un voto consapevole, che è sempre un voto migliore”.
“Il messaggio che mandiamo – conclude Leonelli – è chiaro: lavoriamo per l’unità del Pd in vista del referendum, superando, anche attraverso un percorso di rinnovamento, le divisioni e archiviando una impasse, che si consuma a livello istituzionale nella giunta regionale, che non fa bene al Pd, che rischia di monopolizzare l’attenzione e ci impedisce di dare priorità a un dibattito sui temi” che sta andando avanti con determinazione e che ha prodotto dibattiti, documenti e indirizzi importanti su temi come la sanità, i rifiuti, il reddito sociale. “In questa vicenda – ha sottolineato Leonelli – il Pd non ha responsabilità dirette ma ne subisce gli effetti, ora dobbiamo uscire dall’incertezza, nella convinzione che la transitorietà non possa diventare critica e sapendo che gli umbri ci hanno votato per governare per i prossimi cinque anni”.

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