Pronto soccorso Città della Pieve Tar riapre regione al Consiglio di Stato

Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati, M5s, hanno presentato una interrogazione. Qui la regione va contro i cittadini

 
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Pronto soccorso Città della Pieve Tar riapre regione al Consiglio di Stato

Pronto soccorso Città della Pieve Tar riapre regione al Consiglio di Stato

Il consiglieri Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati (M5S) hanno presentato una interrogazione a risposta immediata (question time), che sarà discussa nella seduta d’Aula di martedì 13 marzo, con cui chiedono alla Giunta di Palazzo Donini “quando intenda riaprire il pronto soccorso di Città della Pieve, come da sentenza del Tar, salvaguardando pienamente le esigenze di salute delle famiglie residenti nei centri minori, tutelando l’economia di aree a rischio abbandono per via non solo della carenza di chances lavorative, ma anche di servizi essenziali”.

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La Giunta regionale spieghi “quando intende riaprire il pronto soccorso di Città della Pieve, come chiesto anche dalla sentenza del Tar, salvaguardando pienamente le esigenze di salute delle famiglie residenti nei centri minori, tutelando l’economia di aree a rischio abbandono per via non solo della carenza di chances lavorative, ma anche di servizi essenziali”. Lo chiedono i consiglieri Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati (M5S) annunciano la presentazione di una interrogazione a risposta immediata (question time) che sarà discussa nella seduta d’Aula di martedì 13 marzo.

Nell’atto ispettivo i due esponenti dell’opposizione consiliare ricordano che “una recente sentenza del Tar dell’Umbria ha ordinato l’immediata riapertura del pronto soccorso di Città della Pieve, chiuso un anno fa, con delibera della ASL1. Con il sostegno dei cittadini e del locale ‘Comitato per il diritto alla salute’, era stato il sindaco di Montegabbione, Fabio Roncella, a presentare questo vincente ricorso avverso ASL/Regione.

Per i giudici amministrativi – spiegano Carbonari e Liberati – il diritto alla salute e la celerità degli interventi di soccorso devono ovviamente prevalere sulle necessità finanziarie degli Enti e, dunque, sulla ‘riorganizzazione’ dei presidi sanitari”. “A fine febbraio 2018 – evidenziano i consiglieri M5S – ASL 1 ha però deciso di ricorrere al Consiglio di Stato, pur conoscendo il tema delle distanze di Città della Pieve, dell’Alto Orvietano, della Bassa Val di Chiana, nonché le incontrovertibili considerazioni ulteriori del Tar, come il fatto che ‘la conformazione oro-geografica e le condizioni di viabilità interna dell’intera zona incidono negativamente e strutturalmente sulla effettiva percorribilità nei tempi prescritti dagli standard di emergenza/urgenza, soprattutto nel periodo invernale a causa delle prevedibili avverse condizioni climatiche’”.

“La Regione – concludono Carbonari e Liberati – persevera nell’errore e si oppone a una sentenza che tutela i diritti dei cittadini, vicenda tanto più grave essendo noto che, in zona, almeno due persone sono decedute negli ultimi mesi anche a causa di soccorsi ivi giunti tardi, con i presidi più vicini distanti almeno 25 tortuosi km, mentre l’annunciato elisoccorso deve solo considerarsi prestazione complementare e aggiuntiva rispetto a un pronto soccorso sul posto”.

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