Pistola elettrica, governo risponde a Prisco, ecco perché non viene sperimentata anche in Umbria

 
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Milleproroghe, Prisco (FdI), Governo faccia chiarezza su stop bando periferie

Pistola elettrica, governo risponde a Prisco, ecco perché non viene sperimentata anche in Umbria. Il 30 per cento di lesioni dolose in meno nella provincia di Perugia nel primo semestre del 2018, rispetto all’anno precedente, – 17 per cento dei reati in generale nel Ternano. Sono questi i dati forniti dal sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia, al parlamentare umbro Emanuele Prisco che aveva chiesto al governo di estendere anche nelle città umbre l’utilizzo del taser ai poliziotti.

Nel corso dell’interrogazione l’esponente di Fratelli d’Italia ha ricordato il recente episodio avvenuto in piazza Matteotti a Città di Castello durante il quale una coppia di agenti è stata aggredita da due persone bloccate con difficoltà e arrestate.

Il sottosegretario ha risposto in aula: “Ad oggi nel territorio perugino non si registrano situazioni di carattere emergenziale ovvero di crescita del tasso di criminalità. I fatti di Città di Castello non sono sintomatici di un aumento dei reati contro la persona”.

Sibilia ha concluso il suo intervento spiegando che le 12 città italiane in cui è iniziata la sperimentazione della pistola a impulsi elettronici sono state selezionate dal Viminale “sulla base di proposte e valutazioni tecniche”: “Se l’esito sarà positivo – ha garantito – il taser verrà utilizzato in tutta Italia”. “La sicurezza e la possibilità di intervenire prontamente per gli agenti – ha concluso Prisco – deve rappresentare una priorità per lo Stato”.

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