Pd Umbria tra le regionali 2015 e le politiche 2018. I dati che non ti aspetti

In termini di voti assoluti tra le due tornate elettorali cresce Perugia, tiene Terni, mentre va giù Foligno. A fare la differenza è stato il diverso numero di votanti

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Abbiamo messo a confronto l’ultima tornata elettorale in Umbria e cioè quella del 2015, con le politiche 2018. Il dato che balza all’occhio è quello rappresentato dai 134.768 votanti in più tra le ultime regionali e le politiche del 4 marzo scorso.

Una differenza notevole in una regione sotto i 900mila abitanti come l’Umbria, che in tre anni è passata da un’affluenza del 55,43% (391.210 votanti) delle ultime elezioni regionali al 78,23% (525.978 votanti della settimana scorsa) anche se la valenza nazionale delle politiche, e la loro maggior risonanza mediatica, sono da sempre capaci di mobilitare un numero maggiore di elettori.

Un dato che concorre a spiegare il fatto che il Partito Democratico, pur mantenendo in molti collegi in numero assoluto gli stessi voti del 2015, anzi incrementando i suoi suffragi nel collegio della Camera del perugino, Trasimeno e Marsciano (Umbria 1) e in alcuni casi pure nel collegio Umbria 3 (che vedeva insieme Terni, Spoleto, Orvieto e Todi come centri principali) abbia visto le sue percentuali calare nettamente.

Il solo Collegio Umbria 2 che vedeva città importanti governate dal PD come Foligno e Città di Castello, ha visto i voti dei democratici calare anche in numero assoluto rispetto a quelli del 2015, mentre ad andare meglio, sotto questo punto di vista, sono stati i collegi che vedevano candidati alla Camera dal segretario regionale dimissionario Giacomo Leonelli a Perugia e l’ex ministro Cesare Damiano a Terni.

Un dato che si spiega appunto anche con la differente distribuzione di voti che la maggiore affluenza ha sicuramente determinato, se è vero che il Partito Democratico ha guadagnato su Perugia e Terni, a seconda dei comuni presi in esame, alcune centinaia di voti e ne ha persi altrettanti nei comuni della fascia appenninica, mentre Lega e Movimento 5 Stelle, a seconda dei casi, raddoppiavano o addirittura triplicavano nella prima domenica di marzo il numero assoluto di voti presi nel maggio 2015.

Vediamo i casi più lampanti, mentre nella tabella riporteremo i dati di tutti i principali comuni umbri.

PERUGIA
Nel capoluogo il Partito Democratico ha guadagnato 918 voti nel confronto tra il 2015 e il 2018, passando da 23.284 suffragi a 24.202, ma contemporaneamente il Movimento 5 Stelle è passato da 9.085 voti a 21.720, così come la Lega è salita fino a 15.429 voti dai 7.065 del 2015.

FOLIGNO
Nel Comune più grande del collegio Umbria 2, invece, il Pd ha perso 676 suffragi rispetto al 2015 anche in termini assoluti, mentre la Lega è passata da 2871 voti agli attuali 6263 e il Movimento 5 Stelle è balzato da 3720 preferenze alle odierne 8862

TERNI
Anche nel secondo capoluogo di provincia il Pd è riuscito, nonostante le dimissioni freschissime di Di Girolamo, ad incrementare in termini assoluti i suoi voti rispetto alle regionali del 2015, passando da 12.691 a 13.140 suffragi, ma contemporaneamente l’incremento della Lega copre la differenza tra 7001 voti del 2015 e gli 11.056 di quest’anno, mentre i 5 Stelle sono passati da 8.343 a 17.624 voti

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