Partecipate regionali, c’è una bella differenza tra “tagliare” e “razionalizzare”

Partecipate regionali, c’è una bella differenza tra “tagliare” e “razionalizzare”
Maria Grazia Carbonari

Partecipate regionali, c’è una bella differenza tra “tagliare” e “razionalizzare”

da Maria Grazia Carbonari – Consigliere M5S Regione Umbria
C’è una bella differenza tra “tagliare” e “razionalizzare”. Purtroppo per i politici è più semplice ridurre i servizi o aumentarne il prezzo. Inoltre dove si annidano gli sprechi vi sono spesso clientele e bacini di voti che difficilmente si vuole perdere. In fondo i soldi pubblici che amministra non sono suoi… In questi anni ho proposto varie volte che la Regione assuma un “commissario alla spending review” esperto e indipendente che individui gli sprechi, e rediga un piano dettagliato di razionalizzazione.

In questo modo tutti saprebbero dove sono gli sprechi e potranno chiedere conto al politico del perché non dovesse applicare il piano.  Abbiamo inoltre società partecipate per lo sviluppo regionale che a mio avviso sono poco utilizzate per sostenere le tante piccole e medie imprese umbre che non possono permettersi di rivolgersi a costosi professionisti e consulenti.

SVILUPPUMBRIA potrebbe potenziare e ampliare i servizi di consulenza e assistenza gratuita per rendere le imprese più competitive.  GEPAFIN potrebbe aumentare il supporto creditizio (fidejussioni, mutui, ecc) e anche fornire consulenza gratuita alla imprese per la gestione finanziaria e della liquidità.  Infine UMBRIA DIGITALE potrebbe fornire servizi informatici alle PMI a costi più vantaggiosi rispetto al mercato.

Dato che queste partecipate svolgono un ruolo pubblico, con soldi pubblici, dovranno potenziarsi e assumere personale in modo assolutamente meritocratico, sempre e solo con concorsi pubblici e non strane “stabilizzazioni” di persone scelte con discrezionalità. Questi investimenti per il potenziamento delle partecipate verrebbero recuperati ampiamente nel giro di pochi anni di sviluppo delle imprese umbre che potranno tornare a ingenerare utili, indotto e occupazione.

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