Nuovo ospedale, Regione rilancia metodo e confronto pubblico aperto

Nuovo ospedale, Regione rilancia metodo e confronto pubblico aperto

De Rebotti difende il Docfap e ribadisce il percorso trasparente

📌 Dopo anni di rinvii sul nuovo ospedale di Terni, la Regione difende il percorso avviato: il Docfap analizza otto alternative e apre il confronto pubblico su Sabbione, Campitello e Colle Obito. Decisione finale solo dopo il dibattito cittadino.


Il confronto sul nuovo ospedale entra in una nuova fase

Dopo anni di annunci e progetti rimasti senza una conclusione operativa, il percorso per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni entra, secondo la Regione Umbria, in una fase caratterizzata da trasparenza, analisi tecnica e confronto pubblico. È questa la posizione espressa dall’assessore regionale all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti, intervenuto per replicare alle osservazioni formulate dall’assessore comunale di Terni Sergio Anibaldi sul Documento di fattibilità delle alternative progettuali, il Docfap.

L’assessore regionale sostiene che il lavoro svolto rappresenti il primo percorso realmente strutturato e documentato dedicato all’individuazione della migliore soluzione per il futuro presidio ospedaliero della città. Secondo De Rebotti, il confronto dovrebbe concentrarsi sui contenuti tecnici del documento e non su ricostruzioni considerate parziali o giudizi sintetici.

Un documento costruito attraverso analisi comparative

Il Docfap viene indicato dalla Regione come uno strumento di valutazione completo, sviluppato attraverso un’analisi comparativa di otto possibili alternative localizzative. Ogni proposta è stata esaminata considerando parametri differenti, tra cui gli aspetti sanitari, funzionali, economici, territoriali, ambientali e realizzativi.

Per l’assessore regionale questo approccio rappresenta una differenza sostanziale rispetto a chi sostiene fin dall’inizio una sola localizzazione. L’obiettivo dichiarato è quello di mettere a disposizione della città un quadro conoscitivo verificabile, sul quale sviluppare un confronto fondato su elementi oggettivi.

Secondo De Rebotti, proprio questa metodologia consente di affrontare una scelta destinata a incidere per molti anni sull’organizzazione sanitaria del territorio, evitando decisioni assunte senza una preventiva comparazione delle possibili soluzioni.

Tre aree ancora in valutazione

La Regione sottolinea che nessuna decisione definitiva è stata ancora assunta sulla localizzazione del nuovo ospedale. L’assessore precisa infatti che la deliberazione della Giunta regionale n. 864 del 31 luglio 2026 non individua in modo definitivo l’area di realizzazione della struttura.

Il provvedimento prende atto delle valutazioni tecniche contenute nel Docfap e stabilisce di sottoporre al dibattito pubblico le tre ipotesi risultate meglio classificate: Sabbione, Campitello e Colle Obito.

Nelle dichiarazioni dell’assessore viene evidenziato che Sabbione risulta oggi l’alternativa con le condizioni complessive ritenute più favorevoli sulla base dei criteri tecnici utilizzati durante la valutazione. Tuttavia, viene precisato che questa rappresenta una proposta sulla quale avviare il confronto e non una scelta già imposta.

Un lavoro iniziato anni fa

De Rebotti respinge anche le ricostruzioni secondo cui il Docfap sarebbe stato predisposto in tempi estremamente ridotti. L’assessore afferma che il documento nasce invece da un percorso istruttorio iniziato nel 2023 e sviluppato attraverso successivi approfondimenti.

Nel corso del 2025 sarebbero stati integrati gli studi relativi alle possibili localizzazioni, mentre il completamento del lavoro sarebbe avvenuto tenendo conto del quadro esigenziale aggiornato al 2026.

Secondo la Regione, il quadro esigenziale non individua il sito sul quale costruire il nuovo ospedale, ma definisce le esigenze sanitarie, organizzative e prestazionali che ciascuna proposta dovrà essere in grado di soddisfare. Per questo motivo, l’assessore ritiene improprio collegare la data della sua approvazione all’intero percorso tecnico che ha portato alla predisposizione del Docfap.

Il metodo scelto dalla Regione

Uno degli elementi centrali dell’intervento riguarda il metodo seguito per arrivare alla scelta finale. De Rebotti sostiene che la Regione abbia deciso di valutare tutte le opzioni realisticamente praticabili, rendendo pubblici punti di forza e criticità di ciascuna soluzione prima di assumere una decisione definitiva.

Secondo l’assessore, il coinvolgimento della comunità ternana costituisce un passaggio fondamentale affinché la scelta conclusiva possa rispondere nel modo più efficace alle esigenze della città e del territorio.

Nella nota viene inoltre osservato come alcune critiche risultino contraddittorie, poiché da una parte accuserebbero la Regione di avere già scelto Sabbione e dall’altra di non aver preso alcuna decisione. Per De Rebotti, l’unica decisione già assunta riguarda il metodo da seguire, fondato su un’istruttoria tecnica completa e su un reale dibattito pubblico.

Prima il confronto, poi progettazione e finanziamenti

L’assessore regionale evidenzia infine che il modello realizzativo e il quadro economico non possono essere definiti in modo conclusivo prima dell’individuazione dell’alternativa progettuale da sviluppare. Localizzazione, costi, tempi di realizzazione e modalità di finanziamento vengono descritti come elementi strettamente collegati tra loro.

Per questo motivo, il percorso delineato dalla Regione prevede prima l’individuazione della soluzione ritenuta migliore e successivamente la definizione delle fasi progettuali, attuative e finanziarie.

La decisione dopo il dibattito pubblico

Nelle conclusioni della nota, Francesco De Rebotti ribadisce che il Docfap sarà approvato in via definitiva soltanto dopo lo svolgimento del dibattito pubblico previsto dalla procedura regionale. L’assessore sottolinea come una struttura sanitaria dal valore superiore al mezzo miliardo di euro richieda un percorso costruito attraverso atti amministrativi, responsabilità condivise, risorse economiche e consenso pubblico, piuttosto che semplici annunci o indicazioni preliminari di un’area destinata a ospitare il futuro ospedale.

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