Legge 194: Cgil, gravi le affermazioni del consigliere De Vincenzi

inadeguata la risposta dell’assessore alla sanità e welfare Luca Barberini

Sergio De Vincenzi, no a nuovo gruppo in Regione per Claudio Ricci

Legge 194: Cgil, gravi le affermazioni del consigliere De Vincenzi

da Fabrizio Ricci, Cgil
Nell’edizione delle 14.00 della TGR dell’Umbria di mercoledì 4 aprile 2018, abbiamo assistito all’ennesimo attacco, da parte di un rappresentante delle istituzioni, alla legge 194. Si tratta del consigliere regionale Sergio De Vincenzi eletto nella lista di “Ricci presidente”, che in occasione dell’ultimo consiglio regionale ha dichiarato come la 194 sia responsabile, dal ’78 ad oggi, della “morte” di 100mila umbri, sostituiti con 100mila migranti, con costi di circa 5 milioni di euro.

Affermazioni, per Cgil, decisamente odiose

A queste dichiarazioni, decisamente odiose, irrispettose verso le donne e di chiaro stampo razzista, non ha fatto seguito una presa di posizione netta da parte dell’assessore alla Sanità Barberini, che si è limitato a sottolineare il notevole calo degli aborti (circa 240 in meno in due anni), evidenziando un risparmio di migliaia di euro.

È del tutto inaccettabile affrontare un tema delicato come quello dell’interruzione volontaria di gravidanza in termini meramente economici, come ha fatto l’assessore Barberini – commentano Vanda Scarpelli e Barbara Mischianti, segretarie della Cgil di Perugia e dell’Umbria – o addirittura agganciarlo strumentalmente all’accoglienza dei migranti, come fa De Vincenzi, con il risultato di offendere sia le donne che affrontano una scelta difficile e dolorosa, sia i migranti che fuggono da guerre e miseria”.

Ci si preoccupi piuttosto – continuano – del definanziamento dei consultori, vero fulcro della legge 194, con il loro ruolo fondamentale di educazione e prevenzione. Quindi, se si vuole proprio parlare di soldi, si dica che negli anni questa norma di civiltà è stata messa a repentaglio da continui tagli e dall’ormai dilagante fenomeno dell’obiezione di coscienza”, concludono Mischianti e Scarpelli.

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