Lettera ufficiale della sindaca: “A Gaza c’è un genocidio”
La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha trasmesso una lettera formale alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendo l’immediato riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del Governo italiano. La missiva costituisce l’adempimento dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale il 14 luglio 2025, in cui l’amministrazione perugina si era impegnata a rappresentare la posizione della città a livello istituzionale nazionale e internazionale sul tema del conflitto israelo-palestinese.
Nel documento inviato a Palazzo Chigi, la sindaca esprime una posizione netta: “Il riconoscimento dello Stato di Palestina, con i confini del 1967 e Gerusalemme capitale condivisa, è una scelta politica e diplomatica necessaria. Serve per tenere aperto un varco verso pace, giustizia e convivenza tra i popoli”, afferma Ferdinandi, che definisce inaccettabile l’immobilismo italiano su questa vicenda. Il testo richiama anche le decisioni già assunte da diversi Stati europei — Spagna, Irlanda, Norvegia e Francia — che hanno compiuto o annunciato analoghi riconoscimenti.
“Anche il nostro Paese deve muoversi”, scrive la sindaca, “in linea con il diritto internazionale e le deliberazioni parlamentari del 2015”. Una presa di posizione, quella dell’amministrazione perugina, che si inserisce in un impegno costante su tematiche di pace, solidarietà e diritti umani, e che intende spingere l’Italia verso una posizione chiara sullo scenario mediorientale.
Nel testo, Ferdinandi ribadisce quanto già affermato in precedenti occasioni pubbliche: “A Gaza è in atto un genocidio”, si legge. La sindaca parla di un’offensiva sistematica contro la popolazione civile, con migliaia di morti e la distruzione capillare di ospedali, scuole, servizi essenziali e interi quartieri. Una tragedia umanitaria, secondo l’amministrazione, che non può più lasciare indifferenti le istituzioni.
Tra le iniziative già avviate dal Comune a sostegno della popolazione palestinese, si ricorda l’adesione alla campagna nazionale “50.000 sudari per Gaza”, con l’esposizione a Perugia di lenzuola bianche in memoria delle vittime civili. La città ha anche partecipato ufficialmente alla manifestazione nazionale per Gaza svoltasi a Roma, al fianco di altre amministrazioni comunali, per richiedere un cessate il fuoco immediato e una soluzione diplomatica.
In ambito locale, la sindaca ha chiesto all’Azienda Farmaceutica Municipale AFAS di valutare la possibilità di interrompere l’acquisto e la distribuzione di farmaci provenienti da Israele. La proposta sarà esaminata nel prossimo Consiglio di Amministrazione dell’ente. Tale invito è stato esteso anche alle altre istituzioni pubbliche della Regione Umbria, affinché valutino scelte analoghe.
Il capoluogo umbro sarà inoltre sede, nel mese di settembre, del Forum nazionale “Sindaci in rete: Dialogo e Cooperazione tra Comuni Italiani e Palestinesi”, evento promosso da ANCI Umbria, FELCOS e ANCI nazionale. L’iniziativa, rinviata nei mesi scorsi a causa della crisi diplomatica con l’Iran, rientra in un più ampio progetto di cooperazione internazionale che mira alla creazione di relazioni stabili e progetti condivisi tra amministrazioni italiane e palestinesi. L’appuntamento offrirà un’occasione per discutere, pianificare e costruire azioni concrete di supporto e collaborazione tra territori.
In quella occasione, ha annunciato Ferdinandi, la bandiera della Palestina verrà esposta a Palazzo dei Priori, sede del Comune di Perugia. Un gesto simbolico che, per l’amministrazione cittadina, rappresenta un impegno formale alla responsabilità e alla testimonianza attiva.
“Perugia non può restare in silenzio”, scrive la sindaca nella parte finale della lettera a Meloni, che invita il Governo a superare le ambiguità e compiere una scelta coraggiosa. La richiesta al Governo italiano è chiara: prendere una posizione ufficiale e riconoscere lo Stato di Palestina, come segno tangibile di una volontà di pace e giustizia in uno dei conflitti più gravi del nostro tempo.

Andrebbe ricordato che fino al 2006 la Palestina era governata dal Partito al-Fath. Purtroppo, in seguito alle elezioni tale lista venne sconfitta dalla lista dominata da Hamas che è tuttora al potere. Ergo, il riconoscimento dello Stato di Palestina equivarrebbe a “legittimare la formazione terroristica”. E questo, a mio avviso, non è accettabile. Hamas è un gruppo terroristico che va spazzato via e non legittimato.
bene, lo sa però la sindachessa da quanto è in atto lo sterminio sistematico in quelle terre da parte degli innominabili??? no perché adesso con la congiuntura repubblicani yenkee e fascisti non fascisti italiani si indignano tutti, guarda caso.