Garanti comunali Perugia: approvati tre nuovi ruoli

Tutela rafforzata per i fragili nel capoluogo umbro

Il consiglio comunale di Perugia approva l’istituzione di tre garanti locali per le categorie più vulnerabili della città

Il consiglio comunale di Perugia ha approvato, il 22 giugno 2026, tre ordini del giorno che danno avvio all’istituzione di altrettante figure di garanzia a tutela dei diritti fondamentali. Nello specifico, si tratta del Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, del Garante per i diritti delle persone con disabilità e del Garante per i diritti delle persone private della libertà personale. Una triplice misura che segna un passo significativo nella politica sociale del capoluogo umbro.

I promotori e il percorso istituzionale

Le tre proposte sono state avanzate congiuntamente dal consigliere capogruppo del Partito Democratico Lorenzo Ermenegildi Zurlo, dal consigliere PD Federico Maria Phellas e dalla consigliera Laura Tanci del Gruppo Anima Perugia. Le iniziative hanno raccolto il sostegno della maggioranza in aula e sono il frutto di un percorso avviato nei mesi precedenti, con presentazione formale delle proposte a Palazzo dei Priori.

Zurlo ha definito la giornata «bella e importante», sottolineando come i tre ordini del giorno si inseriscano in un disegno più ampio già avviato dall’amministrazione comunale nella lotta a ogni forma di discriminazione. Con questi atti, ha spiegato il capogruppo, si intendono istituire «organismi indipendenti» chiamati a segnalare situazioni discriminatorie e a raccogliere le istanze provenienti da cittadini e operatori nei rispettivi ambiti di competenza.

Cosa faranno i nuovi garanti

Le tre figure non avranno soltanto un ruolo di rappresentanza simbolica. Al contrario, opereranno come snodi attivi tra l’amministrazione comunale e il territorio. Raccoglieranno segnalazioni, elaboreranno relazioni e indirizzeranno le decisioni della giunta. Collaboreranno inoltre con i corrispondenti organismi di garanzia a livello regionale, rafforzando così la rete di protezione istituzionale.

Il consigliere Phellas ha chiarito che il garante per le persone con disabilità fungerà da punto di raccordo tra le istituzioni e l’utenza, svolgendo un presidio permanente per una città come Perugia che, in quanto capoluogo, è il più grande e rilevante centro urbano dell’Umbria.

L’attenzione al carcere

Tra le motivazioni più urgenti che hanno sostenuto l’approvazione degli ordini del giorno vi è anche la situazione degli istituti penitenziari. Perugia ospita il carcere più grande dell’intera regione. Il tema del sovraffollamento carcerario e delle conseguenti difficoltà nell’esercizio dei diritti dei detenuti ha pesato in maniera determinante sulla scelta di istituire una figura di garanzia dedicata. Una presenza stabile sul territorio, capace di fare da tramite tra le persone recluse, le loro famiglie e le istituzioni, rappresenta oggi una risposta concreta a un’emergenza nazionale che si ripercuote anche a livello locale.

La visione politica della maggioranza

Zurlo ha spiegato che l’istituzione dei garanti impegna attivamente l’ente locale a farsi «portavoce e difensore delle istanze delle categorie più fragili della società». L’obiettivo dichiarato è garantire a tutti i cittadini un esercizio pieno e reale dei propri diritti, a partire da chi incontra quotidianamente le maggiori difficoltà.

Il PD perugino ha ribadito che questa scelta rappresenta un atto di responsabilità istituzionale, capace di tradurre i principi di equità e inclusione in politiche pubbliche strutturate e durevoli nel tempo. Il carattere locale delle tre figure, con la loro capacità di operare in modo capillare e di conoscere da vicino i singoli contesti, è considerato il principale valore aggiunto rispetto agli strumenti già esistenti a livello regionale.

Un modello che guarda al futuro

Con questa deliberazione, Perugia si dota di strumenti di tutela più articolati e aderenti alla realtà quotidiana dei suoi abitanti più vulnerabili. Infanzia, disabilità e detenzione sono tre ambiti che toccano migliaia di persone nella provincia umbra. Disporre di figure istituzionali dedicate, radicate nel territorio e capaci di dialogare con assistenti sociali, associazioni di categoria e comunità locali, rafforza la capacità dell’amministrazione di rispondere con tempestività ed efficacia alle situazioni di disagio.

Il prossimo passaggio sarà la definizione operativa dei mandati, con la nomina effettiva dei garanti nei rispettivi ruoli. L’obiettivo dell’amministrazione è rendere operative le nuove figure nel più breve tempo possibile, perché i diritti che esse sono chiamate a tutelare non ammettono attese.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*