Ecco il programma del partito comunista, lavoro e diritti sociali per tutti

Tra i punti qualificanti del programma del Partito comunista spiccano un salario minimo uguale per tutti e per ogni tipologia e settore di lavoro

Ecco il programma del partito comunista, lavoro e diritti sociali per tutti

PERUGIA – Diritti per i lavoratori e piena occupazione; riduzione delle tasse e abrogazione della legge Fornero; casa e sostegno alle famiglie; istruzione, sanità e cultura per tutti; fuori da Unione europea e Nato. Sono questi i principali punti su cui verte e si articola il programma del Partito comunista per le prossime elezioni politiche in programma il 4 marzo. Una serie di proposte che i candidati umbri del Pc Valentina Salicari, Martina Zoccolini, Yuri di Benedetto (Camera dei deputati) e Matteo Polito (Senato della Repubblica) hanno ampiamente presentato e spiegato mercoledì 14 febbraio al palazzo della Provincia di Perugia.

“Dopo trent’anni – ha esordito Valentina Salicari – il Partito comunista torna sulle schede elettorali per restituire alle classi popolari del nostro Paese l’unico voto utile alla difesa dei suoi interessi. Un voto per far avanzare un’idea di cambiamento della società, per mettere al centro gli interessi e i diritti dei lavoratori e delle classi popolari”.

“Il nostro – ha quindi spiegato Di Benedetto – non è un semplice programma elettorale. È il programma dei lavoratori, delle donne, dei disoccupati, dei pensionati e dei giovani che lottano per la costruzione di un’Italia socialista, di una nuova società che abolisca lo sfruttamento e la diseguaglianza sociale e liberi le energie, le forze produttive e le risorse collettive oggi incatenate dagli interessi privati di un pugno di capitalisti, indirizzandole verso il progresso sociale e il soddisfacimento dei bisogni dei lavoratori, realizzando l’uguaglianza sostanziale degli individui, consentendo così il pieno e libero sviluppo delle capacità umane”.

Tra i punti qualificanti del programma del Partito comunista spiccano un salario minimo uguale per tutti e per ogni tipologia e settore di lavoro, l’abolizione dei contratti atipici precari, il ripristino dell’articolo 18 e la riduzione dell’orario di lavoro settimanale a parità di stipendio.

“È nostra intenzione – ha aggiunto Polito – ridurre le imposte a lavoratori, piccoli imprenditori e artigiani. Contemporaneamente, però, in un’ottica di ridistribuzione della ricchezza, andremo a tassare con più incisività i grandi patrimoni individuali, le rendite che superino i 3 milioni di euro e i profitti delle multinazionali realizzati via web nel mercato italiano. Le politiche fallimentari della sinistra hanno causato il conflitto sociale in atto, dobbiamo far capire che il nemico non è l’immigrato, ma chi ha distrutto e continua a distruggere i diritti dei lavoratori e genera l’attuale guerra tra poveri”.

“Rivendichiamo per tutti il diritto alla casa, alla sanità, all’istruzione e alla cultura – ha perciò sottolineato Martina Zoccolini –. Tutto ciò si può ottenere con l’esproprio degli immobili detenuti a fine speculativo da banche e grandi società e con investimenti per l’edilizia popolare; abolendo i ticket sanitari e con il blocco della privatizzazione della sanità; rendendo gratuite le scuole di ogni ordine e grado, incrementando i fondi per la ricerca scientifica e con un piano nazionale per la cultura”. Infine, la politica estera. “Per rendere possibile tutto ciò – ha concluso Di Benedetto – è assolutamente necessario uscire dall’Unione europea e dalla Nato e dai loro vincoli. Lo stesso vale per il pareggio di bilancio che va eliminato dalla Costituzione”.

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