Compensi all’avvocatura, bocciato ordine del giorno del M5s
da Cristina Rosetti (M5S)
Una Giunta che rinnova tutta la sua debolezza e incapacità di gestire la Cosa Pubblica. Una delega quella al personale che il ViceSindaco Barelli, ex Lista civica, che in campagna elettorale prometteva cambiamenti e giudicava l’incapacità di governo altrui, ora che con una manciata di voti e l’apparentamento al centro-destra occupa una poltrona e due ruoli chiave al Comune di Perugia, Vicesindaco, e Assessore all’ambiente, si è dimenticato di quello che ha promesso e timoroso di scontentare gli equilibri persevera con la vecchia politica della mediazione al ribasso e senza neppure soffermarsi sui contenuti boccia la proposta sulla modifica dei compensi all’avvocatura.
Per il M5S era fondamentale recepire le modifiche normative e ridurre i compensi all’avvocatura affinché non intacchino il bilancio comunale. Tanto più importante in un momento di grave ristrettezza di risorse.
La Giunta avrebbe dovuto recepire il D.L. n. 90/2014, entro giugno 2015, ma è in estremo ritardo e non ha intenzione, questo si è capito, di toccare alcun potere precostituito né rendite di posizione.
Nel 2014, l’avvocatura è costata al comune di Perugia oltre un milione di euro, grazie anche alle parcelle che ha liquidato al pensionato d’oro d’Italia. Ma evidentemente quelle che sono le emergenze per i cittadini, non lo sono per il Vice-Sindaco ex civico, Barelli e questo lo abbiamo visto bene anche sulla partita Gesenu.

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