Clinica e stadio a Terni, polemica in Consiglio regionale

Clinica e stadio a Terni, polemica in Consiglio regionale

Ricci (Avs): servono chiarimenti, Proietti frena sulla delibera

All’Assemblea legislativa dell’Umbria si è tenuto il dibattito sull’interrogazione avanzata dal consigliere Fabrizio Ricci (Avs), che ha chiesto chiarimenti in merito al piano della Giunta regionale per la creazione di una clinica privata convenzionata a Terni, associata al progetto per il nuovo stadio cittadino. Il riferimento è alla delibera 1399/2023, che fissa un potenziale incremento di 80 posti letto destinati a strutture private.

Nel suo intervento, Ricci ha manifestato forti perplessità sulle ricadute sistemiche che deriverebbero da una simile operazione, definita ampia e di forte impatto sulla rete ospedaliera. A suo giudizio, l’iniziativa rischia di compromettere l’equilibrio economico del sistema sanitario umbro, drenando risorse pubbliche in favore di soggetti privati. Il consigliere ha ribadito l’opposizione del suo gruppo politico alle delibere 1418/2022 e 1399/2023, ritenendole rappresentative di una precisa strategia politica orientata a potenziare l’offerta privata, a scapito di un’analisi reale dei bisogni assistenziali.

Secondo Ricci, la delibera 1418/2022 avrebbe avuto una funzione preliminare rispetto all’atto del 2023, riservando la possibilità di affidare nuovi posti letto a strutture già accreditate o in via di accreditamento. Tale dinamica, ha sostenuto il consigliere, non si fonda su una pianificazione sanitaria aggiornata, ma su un criterio di compensazione tra province – in particolare tra Perugia e Terni – che non considera l’assetto attuale dei convenzionamenti.

Un altro nodo critico sollevato riguarda le dimensioni del progetto sanitario privato: a giudizio di Ricci, l’eventuale nuova struttura rappresenterebbe il più ampio centro privato mai previsto in Umbria, con conseguenze dirette sulla quota regionale di spesa sanitaria destinata al privato convenzionato, che subirebbe un incremento stimato in un terzo rispetto al dato attuale. In un quadro già segnato da quattro anni di disavanzo crescente, l’iniziativa viene considerata potenzialmente destabilizzante per l’intero comparto pubblico.

Nel rispondere all’interrogazione, la presidente Simona Proietti ha fornito alcuni chiarimenti. Ha precisato che la delibera 1399/2023 non ha natura operativa, ma indica solo un orientamento quantitativo generale avviato all’interno della programmazione sanitaria regionale dal 2016. I famosi 80 posti letto, ha spiegato, sono una cifra ipotetica, non associata a un progetto specifico né a soggetti definiti.

Proietti ha aggiunto che, al momento, nessuna assegnazione automatica dei posti letto può essere ritenuta valida. L’atto non specifica né i beneficiari né i criteri applicativi. Inoltre, la presidente ha osservato che il piano non prevede una compensazione con i convenzionamenti attivi nella provincia di Perugia, situazione che rischia di generare squilibri sistemici.

A fronte delle preoccupazioni sollevate, Proietti ha annunciato l’avvio della redazione del Piano sociosanitario 2025-2030, destinato a ridefinire l’assetto della sanità regionale. Questo strumento permetterà di mappare la rete ospedaliera complessiva e i soggetti privati già in convenzione. L’obiettivo sarà quello di individuare il reale fabbisogno territoriale, prevenendo sovrapposizioni e riequilibrando i rapporti tra pubblico e privato in base a criteri trasparenti e sostenibili.

Nel delineare l’indirizzo della Giunta, la presidente ha affermato che il ruolo del privato dovrà essere solo integrativo, mai sostitutivo né concorrenziale rispetto al pubblico. Ogni futuro accreditamento, ha spiegato, sarà soggetto a una valutazione documentata, con attenzione alla compatibilità economica e al rispetto dei diritti costituzionali in materia di salute.

Proietti ha insistito sulla necessità di mantenere un sistema governato da logiche pubbliche, con meccanismi decisionali trasparenti e verificabili, evitando che operazioni ad alta intensità finanziaria possano compromettere la sostenibilità del servizio.

Nel suo intervento conclusivo, Ricci ha espresso un giudizio positivo sulla risposta ricevuta, ritenendola un utile chiarimento politico. Il consigliere ha riconosciuto l’importanza dell’impegno dichiarato dalla presidente a garantire il primato del servizio pubblico nella futura programmazione. Ha sottolineato che bloccare ogni automatismo nell’assegnazione dei posti letto e subordinare ogni nuova autorizzazione al Piano sociosanitario rappresenta una scelta coerente con l’esigenza di tutela del sistema sanitario regionale.

Il dibattito ha evidenziato una delle questioni più complesse e sensibili dell’attuale fase politica umbra: la necessità di conciliarsi con gli investimenti privati, senza smantellare i presupposti universalistici della sanità pubblica. Il prossimo Piano 2025-2030 sarà decisivo per stabilire parametri stringenti sull’accreditamento e per disegnare un assetto sanitario coerente con le risorse disponibili e i diritti dei cittadini.

Proietti ha infine ribadito che ogni iniziativa futura dovrà rispondere a criteri di equità e garantire l’accesso omogeneo ai servizi su tutto il territorio regionale, nel pieno rispetto delle compatibilità finanziarie. Il sistema sanitario umbro, ha concluso, dovrà restare uno strumento di inclusione e non diventare terreno fertile per logiche speculative.

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