Cascata Marmore, Andrea Liberati, M5s, Giunta Latini si impegni

Solo con la cancellazione dell'attuale regime di chiusura, si potrà restituire al mondo un'esperienza autentica

Cascata Marmore, Andrea Liberati, M5s, Giunta Latini si impegni

Cascata Marmore, Andrea Liberati, M5s, Giunta Latini si impegni Per aiutare davvero la Cascata delle Marmore occorre che la nuova Giunta comunale di Terni metta in campo un lavoro straordinario, anzitutto nei confronti della Regione Umbria. Primo punto all’ordine del giorno deve essere l’apertura H/24 e regolamentata della Cascata stessa, monumento naturalistico che invece, da decenni, è tenuto illegalmente e artificiosamente chiuso, una ‘Cascata a ore’ che sa tanto di paesaggio fasullo, frutto del totale servilismo verso i boss dell’energia idroelettrica, fenomeno che unito a misero provincialismo e crassa ignoranza delle élite produce il nulla che sappiamo.

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Solo con la cancellazione dell’attuale regime di chiusura, si potrà restituire al mondo un’esperienza autentica e, soprattutto, attrarre un flusso di turisti ben superiore all’attuale, come dimostrano esperienze analoghe a livello planetario.

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Andrea Liberati

Diversamente la Cascata resterà la solita cassaforte per pochissimi che tutti conosciamo; naturalmente pure il prossimo Ferragosto si leveranno proteste perché qualcuno la chiuderà tra le 13 e le 15: si è mai visto altrove chiudere quotidianamente una Cascata, come se ‘andasse a pranzo’ o ‘a dormire’ o ‘in letargo’ d’inverno?

Abbiamo protestato mille volte per simili motivi, ma i politici locali non hanno mai fatto nulla di veramente scomodo per cambiare le cose -tipo ribaltare qualche tavolo che conta.

Da un diverso rapporto con Regione e concessionario idroelettrico -quindi con la schiena finalmente diritta- discenderà anche la possibilità di effettuare investimenti veri pro futuro, avviando il recupero delle ingentissime somme, decine e decine di milioni di canoni idroelettrici, finora incassati e trattenuti dalla Regione Umbria, senza che Terni abbia mai chiesto e, quindi, ricevuto nulla, se non l’elemosina di € 1,2 mln lo scorso anno, denari peraltro strettamente condizionati a progettazioni specifiche in tema ambientale.

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