Andrea Rosati, Prima Terni, candidato sindaco, sicurezza ternani va tutelata

 
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Andrea Rosati, Prima Terni, candidato sindaco, sicurezza ternani va tutelata

da Marialuce Schillaci
Andrea Rosati, Prima Terni, candidato sindaco, sicurezza ternani va tutelata
Gli ultimi episodi di criminalità, ultimo quello di alcuni giorni fa in pieno centro cittadino, riporta un’altra volta in primo piano il tema della sicurezza e quello collegato della gestione degli immigrati a Terni. Il problema più sentito, anche su scala nazionale, riguardo alla gestione degli immigrati è quello relativo all’ordine pubblico con una buona parte di italiani (il 60%, da un recente rilevamento) che si ritiene “molto o abbastanza preoccupata”. Solo i giovani sembrano avvertire meno tale timore, per loro la preoccupazione scende al 50%.

Nelle passate elezioni nazionali

Nelle passate elezioni nazionali sono stati annunciati e promessicon leggerezza, daforze politiche importanti, rimpatri di massa, omettendo che attualmente in Italia l’espulsione consiste in un solo foglio di via che impone di lasciare il territorio e che gli accordi di riammissione sono siglati con solo quattro Paesi africani (Egitto, Tunisia, Marocco e Nigeria), accordi che, tra l’altro, funzionano a fatica sia per gli alti costi di gestione che per il mancato rispetto della Direttiva Rimpatri del 2008. Inoltre i migranti irregolari possono evitare il rimpatrio trasferendosi in un altro Stato membro nello spazio Schengen. Insomma il rimpatrio è un’operazione complessa e poco praticabile, come abbiamo visto ormai da decenni. Quello che possiamo fare invece è imparare a gestire l’immigrazione in modo che la criminalità purtroppo collegata diminuisca sensibilmente e, speriamo, scompaia.

Poiché è ovvio che ci sia il legame tra immigrazione non gestita e criminalità, e poiché è altrettanto ovvio che il problema dei flussi migratori dipende da enti superiori al governo della città (governo nazionale ed europeo), dobbiamo lavorare nel modo giusto ed efficiente nella gestione locale dell’immigrazione. Lo dobbiamo fare per motivi umanitari. E lo dobbiamo anche e soprattutto fare perché la sicurezza ai ternani deve essere garantita. Invece si è spesso dimenticata la corretta gestione, magari per motivi di cassetta, di alcune cooperative che, invece di gestire e assistere gli immigrati, creano indirettamente le condizioni affinché questi ozino in città, determinando dunque problemi di sicurezza e, a volte, diventano la manovalanza per la malavita organizzata italiana, come per lo spaccio della droga.

Ci sono zone della città, dove ormai non è neanche possibile andare. Pochi giorni fa un’amica ternana, pendolare con Roma, mi raccontava della paura che ha di arrivare alla stazione dopo le 20:00, tanto da preferire andare a Roma con la sua auto. Questo non è più possibile, non possiamo consentire che ci siano zone della nostra città proibite e che la nostra libertà sia compromessa. Dobbiamo fare qualcosa.

Occorre che gli immigrati siano gestiti in modo efficiente

Occorre che gli immigrati siano gestiti in modo efficiente e che non siano utilizzati da quelle cooperative e organizzazioni maldisposte che li usano solo come fonte di reddito e lasciano ai cittadini solo i problemi. Lo dico anche e soprattutto per i migranti stessi, per quelli che non delinquono ovviamente. Occorre fare in modo che possano lavorare, magari fornirgli i mezzi giusti per darsi da fare per la comunità che li ha accolti. Sarebbero anche meglio accettati dalla popolazione. La pulizia delle strade, altri semplici lavori manuali potrebbero essere una soluzione, ma possiamo magari chiedere a questi stranieri di esercitare lo stesso mestiere che facevano nel loro paese d’origine, in un’azienda in cerca di manodopera, tanto più che sono già pagati dallo Stato (con i contributi che oggi arrivano alle cooperative). Così sono formati e si crea manodopera qualificata: quella di cui noi abbiamo bisogno.

Per finire, i cittadini ternani non possono più essere vittime di violenza e criminalità che ne limita la sicurezza e la libertà. Purtroppo spesso quest’aumento della criminalità è dovuto proprio a immigrati non gestiti e non integrati per cui occorre dapprima chiedersi se sono state rispettate per Terni le quote che ci sono state assegnate dal Governo o se sono state disattese perché magari qualcuno ha speculato e continua a speculare sulla pelle di queste persone. Una volta valutato questo, occorre fare in modo che gli immigrati siano tolti dalla strada, quindi occuparli a fare lavori socialmente utili. Solo così possiamo togliere terreno fertile al crimine comune e a quello organizzato.

La nostra lista PRIMA TERNI ha come primo punto quello di rendere la città sicura e per questo non faremo sconti a nessuno, né ai delinquenti né a coloro che per il proprio tornaconto speculano sugli immigrati a danno della cittadinanza.

Questo programma non è un costo ma un investimento, per il lavoro che gli immigrati potrebbero fare e perché aree oggi ritenute pericolose riprenderebbero a vivere e, tanto per cominciare, a far salire il valore degli immobili e l’efficienza degli esercizi commerciali presenti in queste aree. In realtà spendere per la sicurezza e per motivi umanitari non può essere mai considerato un costo.

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