Aggressione a Roma, Umbria denuncia violenza e difende valori

Aggressione a Roma, Umbria denuncia violenza e difende valori
nella foto: Tommaso Granieri Commissario Regionale Gioventù Nazionale Umbria

Gioventù Nazionale reagisce da Umbria contro nuova violenza

La solidarietà espressa da Gioventù Nazionale Umbria ai quattro giovani romani feriti durante un’azione di affissione per la commemorazione di Acca Larentia arriva con toni duri e senza esitazioni. L’episodio, avvenuto nei primi giorni del 2026, viene descritto come un ritorno a un clima che l’Italia sperava di aver lasciato definitivamente alle spalle. La ricostruzione dei fatti parla di un gruppo di militanti impegnati in un’attività politica autorizzata e pacifica, improvvisamente circondati e colpiti da una ventina di aggressori armati di spranghe, aste, caschi e coltelli.

Secondo quanto riferito, l’attacco avrebbe avuto un carattere organizzato e premeditato, un’azione mirata a impedire l’espressione di idee politiche attraverso la violenza fisica. Un quadro che, nelle parole dei dirigenti umbri, rievoca le tensioni degli anni Settanta, quando l’intolleranza ideologica sfociò in una spirale di scontri e sangue. Il fatto che nel 2026 si registrino episodi simili viene considerato un segnale allarmante, capace di incrinare la fiducia nella possibilità di un confronto civile.

La posizione di Gioventù Nazionale Umbria è netta: quanto accaduto non rappresenta un caso isolato, ma l’ennesima manifestazione di un clima di ostilità crescente, alimentato da frange dell’estrema sinistra che, secondo l’organizzazione, rispondono alle opinioni politiche con l’uso della forza. La denuncia si concentra sulla necessità di difendere il diritto alla partecipazione pubblica senza temere aggressioni, ribadendo che la dialettica democratica non può essere sostituita da strumenti di intimidazione.

Il commissario regionale Tommaso Granieri sottolinea che i giovani umbri non intendono arretrare di fronte a episodi di questo tipo. La volontà dichiarata è quella di continuare a portare avanti le proprie attività politiche, mantenendo fermezza e determinazione. “Non ci faremo intimidire”, è il messaggio che accompagna la condanna dell’aggressione e la vicinanza ai militanti romani ricoverati in ospedale.

Il richiamo alla responsabilità collettiva emerge come elemento centrale: evitare che episodi simili si ripetano significa, per l’organizzazione, riaffermare il valore del confronto democratico e respingere ogni forma di violenza come strumento di lotta politica. In questo contesto, l’Umbria sceglie di far sentire la propria voce, unendo la condanna all’impegno a non cedere alla paura.

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