Andrea Pensi Pd consenso non è scontato, imperativo è sapere dove stare

Solo così nel 2020 vincerà l'Umbria migliore quella del lavoro, della giustizia sociale e dell'impegno civile

 Andrea Pensi, Pd, elezioni di secondo livello, le sue considerazioni

Andrea Pensi Pd consenso non è scontato, imperativo è sapere dove stare

da Andrea Pensi
Il 4 marzo 2018 non solo il PD ha perso le elezioni, ma ha perduto la sua identità. Non siamo riusciti a far prevalere la “speranza” e la “fiducia” sulle “paure”, cavalcate dai nostri avversari. Abbiamo fatto la campagna elettorale in questa Regione facendo riunioni con gli iscritti, incontri con gli imprenditori, cabine di regia con i fedelissimi, qualche telefonata qua e in la’ a qualche vecchio amico.

E gli altri – i nostri avversari – hanno vinto, quasi ovunque, senza nemmeno farla la campagna elettorale! Vogliamo veramente far finta di nulla?

La mia analisi non è drogata da nessuna contrapposizione personale ma da forti convinzioni politiche. Sono legato a Giampiero Bocci e a tutti gli altri da stima ed amicizia. In politica forse io ho ricevuto molto più di quel che ho dato ed avendo condiviso la responsabilità della segreteria regionale esattamente come coloro rimasti collocati, in parte, sull’altra mozione. A differenza di loro, forse, ho ritenuto doveroso sottoporre ad autocritica il mio percorso.

Perciò è stato facile fare un passo “indietro” oppure, se preferite, “verso” Walter Verini, assente da sempre alle “olimpiadi dei giochi di potere” del PD nostrano, e che, in questa fase, può veramente fare l’allenatore di un gruppo dirigente, perlopiù giovane, che va recuperato e valorizzato.

Penso convintamente che una fase storica che potremo definire, per usare una celebre locuzione, del “socialismo appenninico” si sia definitivamente esaurita. Non lo dico io, lo dice la storia , che ormai abbiamo alle spalle. Va aperta la fase del “socialismo competitivo”, dove il consenso non deve essere un fatto scontato ma un attributo che va guadagnato ogni giorno, garantendo identità, linearità e trasparenza alla nostra proposta politica.

Per questo abbiamo bisogno che dal basso, il popolo in luogo di un ceto politico delegittimato, sostenga un radicale cambio della linea politica del PD che, da oggi in poi, dovrà dire, con chiarezza, da che parte stare: operai, impiegati, giovani professionisti, intellettuali, studenti, commercianti, disoccupati devono tornare ad essere il centro della nostra azione politica. Solo così nel 2020 vincerà l’Umbria migliore quella del lavoro, della giustizia sociale e dell’impegno civile. La proposta Verini-Pensi è in campo per questa prospettiva. — con Simona Meloni

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