2 giugno l’Italia non si arrende, manifestazione in 100 piazze, anche a Perugia 📸 FOTO

 
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2 giugno l’Italia non si arrende, manifestazione in 100 piazze, anche a Perugia

Una protesta silenziosa, un flash mob a distanza di sicurezza per lanciare un segnale forte e chiaro al premier Conte e al suo esecutivo giallo-rosso. Il centrodestra si ritrova unito anche in Umbria, nel giorno della Festa della Repubblica italiana, senza simboli, munito di mascherine di protezione, cartelli e bandiere tricolori, come a rilanciare l’idea di un’identità nazionale mai perduta, che funge ancora da collante per chi scende in piazza unito contro un Governo che non rappresenta la maggioranza degli italiani.

E’ l’iniziativa simbolica di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia con in testa i rispettivi segretari regionali, Virginio Caparvi, Franco Zaffini e Andrea Romizi, andata in scena questa mattina in piazza della Repubblica a Perugia nel pieno rispetto di tutte le misure di distanziamento richieste dalle norme anti-contagio.

“Si è trattato di una prova generale – spiegano i tre rappresentanti dei partiti di centrodestra – per quando ci ritroveremo a Roma per un evento nazionale unitario di massa, anche in questo caso in tutta sicurezza, per dare voce al dissenso di quei milioni di italiani delusi dal Governo Conte.

Ritardi nel pagamento della cassa integrazione, promesse mancate alle partite iva, alle imprese e alle famiglie, pessima gestione della fase della ripartenza e a tutto questo si sommano le contraddizioni a cui stiamo assistendo sui temi fondamentali della giustizia e della scuola, solo per fare alcuni esempi. Gli italiani non ne possono più, è arrivato il momento di dire basta”.

Alla manifestazione dei partiti del centro destra umbro a Perugia, il commento dell’On. Di FDI Emanuele Prisco è di una manifestazione simbolica in tutte le piazze italiane per dare voce al disagio dei molti italiani, cittadini e imprese che aspettano risposte in questo momento difficile. Vede la giornata del 4 luglio, data fissata per una manifestazione del centro destra a carattere nazionale, come una grande manifestazione di piazza.

Sulla manifestazione indetta per il 4 luglio interviene anche il Sen. Di FDI Franco Zaffini “recuperiamo la libertà di poter manifestare, di poter dire quello che non va. I tanti cartelli che abbiamo preparato dimostrano quanti sono i temi da affrontare e lo faremo tornando in piazza perché la libertà è manifestare, esprimersi e dissentire rispetto a tutto quello che sta accadendo”.

Sono presenti anche esponenti della Lega come il capogruppo in Regione Stefano Pastorelli che trova emozionante una manifestazione che da idea di unione, di vicinanza alla gente, al popolo e a quello che si aspetta. Alla nostra domanda se sarà 4 luglio anche a Roma risponde: “assolutamente. Saremo in ogni dove pur di difendere i diritti di tutti i cittadini”

Il Segretario della Lega Virginio Caparvi, riferendosi alla polemica che si è scatenata anche su scala internazionale per via delle dichiarazioni del prof. Zangrillo, dice che da tre mesi ascoltiamo esperti e virologi dare opinioni totalmente contrastanti tra di loro. Dopo un primo momento in cui è stato necessario essere stringenti, ora con numeri alla mano crede che ci sia stata un’esasperazione per prolungare un periodo di restrizione che di certo non ha fatto comodo agli italiani e ai lavoratori.

Eclatante è stato il caso umbro in cui si è messa in discussione la sicurezza della regione che da 5 giorni ha zero contagi. “Evidentemente c’è una gran confusione – sottolinea Caparvi – questo è un governo che ha abdicato tutto il potere decisionale ai tecnici. Ne ha schierati una pletora, ognuno dice la propria e la politica non decide. Questa è la negazione della politica”

L’attenzione è alta nei confronti delle attività in difficoltà e il Segretario della Lega afferma che in questo momento si dovrebbe fare quello che non è stato fatto finora dal governo, smettere con la stagione delle mancette elettorali e dei bonus. Il paese a suo dire ha bisogno di azioni concrete come abbassare le tasse alle fasce deboli e dare il via alle grandi opere come è stato fatto per il ponte di Genova, non 120 milioni per i monopattini.

Caparvi non ci fa mancare un commento sull’App Immuni dato che nella vita professionale è un esperto.

“il mio parere è che uno strumento del genere che poteva anche essere utile ed efficace non può non passare per il parlamento, non possono essere così oscuri i confini sui dati che vengono memorizzati, dove siano controllati e da chi. Non si sa nulla di questa app, io la mia vita non la regalo a nessuno se non in maniera consapevole. Questo era un buono strumento, bastava passare per il parlamento, discuterne, fare una legge per stabilirne veramente il perimetro di tutte le funzionalità, le possibilità, la morte di questa app nel futuro compresi i dati raccolti e sarebbe appunto stata una buona soluzione. Invece è stata raffazzonata e probabilmente gli italiani non ne faranno molto uso”



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