Satellite spia sopra Perugia, a chiederlo è Giampiero Tamburi, Perugia, Social City

ma, per ora, accontentiamoci di...2000 telecamere in città

 
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Satellite spia sopra Perugia, a chiederlo è Giampiero Tamburi, Perugia, Social City

da Giampiero Tamburi, Perugia: Social City
Un provvedimento migliore sarebbe quello di mettere in orbita geostazionaria sopra Perugia un satellite spia ma, per ora, accontentiamoci di…2000 telecamere in città! Abbiamo letto ieri sui giornali la conclusione del progetto che la mattina del 11 luglio ’18, alla sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, è stato studiato e voluto dalla politica comunale perugina: il censimento della videosorveglianza privata a Perugia al servizio della sicurezza pubblica.

Duemila telecamere (private) sono state censite nell’area del territorio comunale che, in teoria, dovrebbero tenere gli occhi aperti sulla criminalità di strada nella nostra città!

I cittadini, “ligi alle leggi” (come la battuta del grande Totò in un film) hanno fatto il proprio dovere, ottemperando alle disposizioni comandate dagli articoli. 30 e 31 del regolamento di Polizia Urbana.

Domanda!!!!!Tutto bellissimo?

Abbiamo i nostri dubbi ed un “ma” è più che doveroso, almeno da parte nostra credendo a chi afferma, già da tempo, il contrario e non a chi lo strumentalizza a favore della politica del suo partito.

Ancora un’altra domanda!!! Siamo sicuri che questo importante alleato (tecnologico) per l’individuazione dei criminali che già hanno commesso l’illecito, sia anche utile per una adeguata prevenzione?

Perché, al cittadino, per la sua incolumità e sicurezza, interessa ed è più importante che il crimine venga prevenuto più che dare la caccia a chi l’ha già commesso e magari avendo già fatto del male irreparabile a qualche malcapitato!

Si dirà: “Ma una volta visti possono essere arrestati e non averli più in giro a commettere altri crimini”. Si! Ma solo fino a quando la Giustizia non li rilascia due giorni dopo, vanificando l’operato delle Forze dell’Ordine!!!!!

Noi di “Perugia: Social City” speriamo (ma molto poco) che questi duemila occhi messi lì ad osservare la città non siano miopi e riescano a vedere ciò che stanno guardando ma, un fatto è chiaro; non sono “Aruspici” che possono prevedere il futuro!

È chiaro che il problema non è banale, ed è certamente delicato riuscire ad incidere concretamente sulle esigenze di prevenzione più che, o quantomeno nello stesso modo e sostanza, di quello del fermo del criminale che già si è qualificato tale ma, sicuramente, gli strumenti per riuscirvi non sono certo le duemila telecamere piazzate sopra le nostre teste.

Giampiero Tamburi, Perugia: Social City

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