Consiglio comunale aperto sull’incendio alla Biondi Recuperi di Ponte San Giovanni

 
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Consiglio comunale aperto sull’incendio alla Bondi Recuperi di Ponte San Giovanni

Consiglio comunale aperto sull’incendio alla Biondi Recuperi di Ponte San Giovanni

Si è tenuto questo pomeriggio il consiglio comunale aperto straordinario sull’incendio alla Bondi Recuperi di Ponte San Giovanni dello scorso 10 marzo, richiesto – come ha ricordato il Presidente Varasano – dal consigliere Pd Alvaro Mirabassi e approvato dalla conferenza dei capigruppo in Consiglio comunale. All’assemblea hanno preso parte, oltre ai consiglieri, il Vice Sindaco Urbano Barelli, i tecnici dei Vigili del fuoco di Perugia, della Usl Umbria1, dell’Arpa, dell’Università degli Studi e del Comune di Perugia.

Il primo a prendere la parola per spiegare quello che è stato fatto nel pomeriggio di domenica 10 marzo è stato Fabrizio Baglioni, del Comando VVFF della Provincia di Perugia, che ha ricordato come il Comando stesso sia stato allertato alle 16,55 del 10 marzo, a seguito dell’avvio dell’incendio. “Ci siamo recati subito sul posto per avviare le operazioni di spegnimento dell’incendio con circa 40 uomini e 9 automezzi – ha spiegato -.

Le operazioni si sono protratte fino alle 5 della mattina successiva, inizialmente  erano rivolte al contenimento dell’incendio stesso, quindi al suo definitivo spegnimento, che ha comportato il raffreddamento della massa totale dei rifiuti e il relativo smassamento.”

Quindi ha preso la parola l’Ing. Irene Costarelli, dirigente servizio valutazione ambientale di Arpa Umbria, che ha ricordato come anche la struttura di reperibilità di Arpa Umbria sia  stata immediatamente attivata sia dai Vigili del Fuoco che dalla Prefettura.”Vista la complessità dell’evento -ha precisato- sono state attivate anche altre strutture dell’agenzia non in reperibilità al fine di gestire al meglio l’emergenza. In particolare il servizio informativo ambientale che ha messo a disposizione subito il mezzo mobile, per poter valutare le criticità sulla qualità dell’aria.”L’attività di Arpa è entrata nel vivo subito dopo lo spegnimento dell’incendio, entrando nel sito insieme alla Usl e inviando quindi al Sindaco la proposta di emissione di ordinanza sindacale che permettesse la massima tutela dell’area non avendo ancora i dati definitivi a disposizione.

“E’quindi partita l’attività di campionamento e di monitoraggio nell’area con tre postazioni di monitoraggio, con il mezzo mobile stesso, la centralina di monitoraggio della rete regionale in via della Scuola e una terza postazione nell’area, nei pressi di Umbra Acque, -ha ricordato ancora Costarelli – i cui dati sono sul sito di Arpa Umbria. I monitoraggi sono proseguiti fino a pochi giorni fa e hanno confermato che gli inquinanti rilevati dalle centraline, il giorno successivo l’incendio già erano rientrati nella norma, dopo il picco della domenica stessa.

“Sono stati effettuati campionamenti anche sui vegetali e sui terreni. In quest’ultimo caso i valori che abbiamo sono intorno a un nanogrammo per kg, ben al di sotto del limite previsto di 10 nanogrammi per kg per i terreni ad uso residenziale e di 4 nanogrammi per i suoli ad uso agricolo. Allo stesso modo sono stati effettuati controlli sulle acque sotterranee, di cui stiamo ancora attendendo i risultati.” Arpa Umbria ha altresì svolto una precisa attività ispettiva a supporto del Nucleo Ecologico dei Carabinieri ed è intervenuta a sollecitare anche un provvedimento urgente da parte della regione dell’Umbria riguardante la gestione delle acque di spegnimento dell’incendio affinché fossero smaltite come rifiuto.

Dal canto suo il dott. Giorgio Miscetti in rappresentanza della Usl Umbria 1 ha ricordato la necessità del provvedimento cautelativo, prima ancora che arrivassero i dati Arpa, per la chiusura di porte e finestre nell’abitato di Ponte San Giovanni il giorno stesso dell’incendio e delle scuole dell’area, per il giorno dopo. A questo, come già ricordato hanno fatto seguito le ordinanze sindacali relative al consumo di alimenti e prodotti agricoli, a scopo precauzionale. “Nel momento in cui la fase acuta era stata superata -ha spiegato- ci siamo concentrati sulle ricadute e abbiamo preso a campionare i vegetali e altri alimenti, in confronto ad aree limitrofe non interessate dall’incendio, i cui dati ci forniscono parametri nella norma.

L’unico dato che ancora si sta valutando è un modesto incremento di Ipa nelle verdure a foglie larghe ma con un valore assolutamente basso, mentre non abbiamo ancora i risultati per uova e latte, anche se i dati fin qui raccolti ci fanno ritenere che non vi siano particolari problemi.” Miscetti ha anche ricordato l’attività di monitoraggio sia dell’azienda interessata che di quelle collocate nell’area industriale e di controllo sanitario sui dipendenti delle stesse, in collaborazione con i medici interni, nonché gli accessi all’ospedale che non evidenziano anomalie rispetto allo standard.

Allo stesso modo, come ha spiegato il Dott. Giuseppe Mesanotti, del Registro Tumori, non sono state al momento registrate situazioni anomale dal punto di vista sanitario. “Continueremo il monitoraggio -ha detto- e nel caso in cui dovessimo verificare casi di incremento saremo tempestivi nel segnalarlo.”

Come già espresso nel corso della conferenza stampa della settimana scorsa sul tema, il Vice Sindaco Barelli ha ribadito l’importanza della comunicazione che è stata organizzata in questa situazione di emergenza, che ha saputo mettere in rete i vari enti ognuno per le sue competenze. “Un dato su cui riflettere -ha detto, ricordando peraltro che la definizione urbanistica dell’azienda risale a trent’anni fa e che la stessa azienda opera sulla base di un’autorizzazione allo svolgimento dell’attività rilasciata nel 2018- è il perché è accaduto l’incendio. Ovviamente è necessario attendere il lavoro della magistratura, ma il tema più generale è sicuramente quello della prevenzione e della vigilanza: come amministrazione siamo spinti a vigilare di più e a intensificare i rapporti con gli enti che hanno operato con noi in questa emergenza.”

Sia il Vice Sindaco che Emilio Buchicchio, dell’area Ambiente del Comune hanno ricordato il pronto intervento della struttura comunale per far fronte all’emergenza, a partire dai vigili urbani che hanno provveduto alla regolazione del traffico nell’area interessata e in quelle limitrofe, quindi i tecnici della Protezione civile e gli uffici. “Le scuole sono state chiuse a titolo preventivo, pur non essendovi un pericolo reale – ha spiegato il vice sindaco – tant’è che sono state riaperte nel giro di un giorno, ma in quel frattempo abbiamo provveduto alla pulizia dei locali e degli impianti di areazione.”

“Mano a mano che venivano forniti i dati ambientali da Arpa e Usl – ha aggiunto Buchicchio – le ordinanze sindacali sono state aggiornate e le misure estese anche a Ponte Valleceppi, con l’ultima ordinanza del 13 marzo che è tuttora vigente nell’attesa di ulteriori dati.

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno operato per far rientrare l’emergenza è stato fatto da tutte le forze politiche in consiglio comunale. “Voglio ringraziare tutti coloro che sono intervenuti direttamente in loco e che sono stati il primo riferimento per i cittadini, -ha detto il consigliere Pd Tommaso Bori – ma anche coloro che hanno operato nei giorni successivi e gli operatori dell’informazione che ci hanno consegnato un resoconto puntuale di quanto stava accadendo direttamente dal luogo.”Bori ha tenuto a ribadire che si è trattato di un fatto inedito per la nostra città, che lo stesso Direttore di Arpa Walter Ganapini ha definito un “reato sentinella”e che, per questo deve richiamare tutti ad un’attenzione particolare.  “Dobbiamo riflettere -ha detto- sul perché è accaduto e come mai nella nostra città. Credo che il comune debba porre un’attenzione differente rispetto al tema dei rifiuti, così come al quartiere di Ponte San Giovanni, che è un quartiere particolare, con delle criticità non indifferenti che non possono essere più trascurare.” Dello stesso avviso anche il pentastellato Giaffreda che si è mostrato critico sulla mancanza di cortesia istituzionale che ha portato l’amministrazione a tenere una conferenza stampa sul tema e a partecipare ad un’assemblea pubblica a Ponte san Giovanni, quando era stato già indetto un consiglio aperto.

“I cittadini sono preoccupati ancora oggi al di là delle rassicurazioni dei tecnici e della politica -ha sottolineato il capogruppo Psi Camicia- Ritengo che vi sia una scarsa preparazione da parte dell’amministrazione che si fa dire dalla Usl quello che deve fare. Quanto è accaduto si poteva prevedere, ma l’amministrazione non era pronta, mancano piani di emergenza e manca prevenzione. Inoltre – ha concluso – quale tutela della salute pubblica è stata attivata per i dipendenti dell’azienda interessata dall’incendio che hanno continuato a lavorare?”

Su questo, il dott. Miscetti della Usl ha ribadito che le condizioni rilevate da subito all’interno dell’azienda permettevano la ripresa del lavoro e che comunque prosegue la sorveglianza sanitaria sui lavoratori della Biondi recuperi così come di altre aziende limitrofe da parte della Usl.

“Dobbiamo affrontare il tema vero della gestione di questi impianti e del sistema di autorizzazione – è intervenuta la capogruppo M5S Rosetti, con riferimento anche ai casi di Agriflor e Distillerie Di Lorenzo – perché forse c’è un sistema dai prescrizioni non adeguate che rende più debole l’attività di controllo e di contestazione e rispetto al quale i cittadini non sono adeguatamente tutelati.

”A suo avviso, oltre ai dati ambientali è fondamentale capire se l’incendio si poteva prevenire e se ci sono state delle violazioni amministrative, se e come vengono effettuate le verifiche dagli organi competenti. Anche secondo Rosetti l’evento ha avuto un impatto negativo sulla cittadinanza, che si aggiunge ad altre criticità esistenti nell’area sulle quali ha invitato ad intervenire con sollecitudine.

Critica, infine, sull’atteggiamento del Sindaco e della giunta per l’atteggiamento tenuto anche in questa occasione nei confronti del Consiglio comunale la capogruppo Pd Sarah Bistocchi, che ha ribadito la scarsa attenzione dell’esecutivo nei confronti dell’assemblea cittadina. “Alla luce anche di quello che hanno riferito gli esperti -ha detto- quello di oggi non può essere un punto di arrivo ma di partenza per l’approfondimento di alcuni elementi che ancora mancano. ”Bistocchi ha, quindi, invitato a non sminuire le problematiche emerse.

Rispetto all’intervento della consigliera Rosetti, l’Ing Costarelli ha tenuto opportuno spiegare che l’azienda in questione è soggetta ad un’autorizzazione rilasciata dalla regione Umbria per 5 anni.

“Nel riesame della suddetta autorizzazione, rilasciata lo scorso anno -ha spiegato- è stata fatta un’attività istruttoria lunga e complessa proprio per analizzare nel dettaglio le modalità gestionali dell’impianto e andare a riscrivere l’autorizzazione rilasciata nel 2011 sia in termini di quantità dei rifiuti che di funzionamento dell’impianto.

La capacità massima dei rifiuti presenti in impianto è stato ridotto del 40% circa rispetto al 2011 e quella di rifiuti annui trattabili del 50% circa. Anche l’autorizzazione del 2018 – ha spiegato ancora – prevede precisi controlli,secondo una sorta di classifica delle aziende stilata in base al rischio, che a sua volta determina la frequenza dei controlli, da annuale a triennale a seconda del grado di rischio.”

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