Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, intervento di Maria Cristina Morbello

Cittadinanza onoraria a Liliana Segre, intervento di Maria Cristina Morbello

da Maria Cristina Morbello
In Consiglio comunale abbiamo deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. Nel mio intervento ho ricordato le parole di Sandro Pertini pronunciate nel suo discorso di insediamento: “Questa la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire. Ma dobbiamo operare perché, pur nel necessario e civile raffronto fra tutte le ideologie politiche, espressione di una vera democrazia, la concordia si realizzi nel nostro Paese.”

Ricordava inoltre agli italiani “che se il nostro Paese è riuscito a risalire dall’abisso in cui fu gettato dalla dittatura fascista e da una folle guerra, lo si deve anche, e soprattutto, all’unità nazionale realizzata allora da tutte le forze democratiche”.

Memore dell’alto insegnamento del Presidente Sandro Pertini, nel precedente dibattito in Commissione ho deciso di non intervenire perché la discussione era passata ad un piano al quale non ho voluto conformarmi.

La vita e le sofferenze di chi è sopravvissuto ai campi di concentramento, come Liliana Segre, non possono essere trattate alla stessa stregua di un’ordinaria iniziativa politica di parte, in cui i ruoli condizionano la decisione.

Ho manifestato la speranza che l’unità di cui parlava il Presidente Pertini si potesse trovare in Consiglio e che si potesse realizzare la concordia tra tutte le forze democratiche, come lo sono tutte quelle presenti, nel riconoscere la cittadinanza onoraria a chi ha subito la barbarie di quell’abisso.

Per queste ragioni, il mio voto è stato favorevole. Infine, ho voluto ricordare Piero Terracina ed esprimere il mio sentito cordoglio. Piero Terracina era cittadino onorario della nostra Città, uno tra i pochi sopravvissuti al campo di Auschwitz. Un uomo che ha fatto della sua vita l’indefessa rappresentazione della Memoria della Shoah.

Un uomo che ho avuto l’onore di ascoltare e abbracciare, di cui conservo gelosamente le profonde emozioni che mi ha lasciato.

Emozioni che adesso spetta a noi trasmettere alle nuove generazioni. Per tutta la durata della seduta abbiamo indossato le T-shirt del Progetto Pink is Good della Fondazione Umberto Veronesi a sostegno della ricerca contro i tumori femminili.

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