Centri antiviolenza, consiglieri di centrosinistra devolvono il gettone di presenza

 
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Nella stessa seduta di fine luglio, i consiglieri del centro sinistra

Centri antiviolenza, consiglieri di centrosinistra devolvono il gettone di presenza

Lo avevano promesso nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 29 luglio scorso e lo hanno fatto: i consiglieri comunali del centro sinistra hanno devoluto il loro gettone di presenza di quella seduta al Centro Antiviolenza di Perugia.

“In quell’occasione – ha detto Sarah Bistocchi, capogruppo Pd in consiglio comunale- abbiamo teso una mano agli altri consiglieri comunali, chiedendo loro di unirsi in un gesto minimale per un amministratore ma importante per le operatrici e per le donne e i minori bisognosi di aiuto e protezione. Anche su questo è con dispiacere e amarezza che si è costretti a riscontrare una totale chiusura, che cela distacco e noncuranza, da parte della maggioranza di centro destra, che ha fatto scivolare la proposta dei colleghi di centro sinistra nell’indifferenza e il silenzio.Comportamento certamente discutibile quello del centro destra al governo della città, che rende ancor più forte un gesto fatto nell’interesse di chi, impossibilitato a difendersi da solo, necessita della tutela delle istituzioni.”

Nella stessa seduta di fine luglio, i consiglieri del centro sinistra avevano anche presentato un’interrogazione urgente sul tema, nella quale si ribadisce l’importanza dei CAV e si chiedono tempistiche ed interventi da parte del Comune per sbloccare i finanziamenti necessari alla sopravvivenza della struttura perugina.

I Centri Antiviolenza sono strutture in cui vengono accolte donne che subiscono o sono minacciate da qualsiasi forma di violenza. Essi offrono diversi servizi alle vittime di violenza: accoglienza telefonica, colloqui personali, ospitalità nelle cosiddette case rifugio, assistendo così le vittime ed eventualmente i figli minori coinvolti nel percorso di uscita dalla violenza.

La presenza dei Cav è disseminata sul territorio regionale: in Umbria ne sono stati realizzati diversi, la cui ubicazione è logicamente riservata. Due di questi garantiscono anche la residenzialità: il Centro Antiviolenza “Catia Doriana Bellini” a Perugia ed il Centro “Libere tutte” a Terni. I centri residenziali sono realtà che funzionano, lo dicono i numeri: a Perugia, dal 2014 al 2018, sono state accolte 1435 donne (162 dall’inizio del 2019), ospitate 97 con 102 minori, mentre a Terni, nello stesso periodo, sono state accolte 865 donne (103 nel 2019), ospitate 68 con 74 minori.

E’ del tutto evidente che l’erogazione e il funzionamento di tutti questi servizi necessitano di risorse umane, ma, nondimeno, di coperture economiche.

La Regione Umbria si è dotata di una normativa specifica, la L.R. n. 14/2016, che disciplina le politiche di genere; alla luce di tale normativa, la Regione ha sottoscritto un Protocollo Unico Regionale tra i soggetti della Rete, dalle Istituzioni comunali alle Forze dell’Ordine, dal personale dei Pronto Soccorso fino ad arrivare ai Centri Antiviolenza.

Ciò nonostante, il Centro Antiviolenza di Perugia e quello di Terni versano al momento in una condizione emergenziale a tal punto da considerarsi a rischio chiusura. In prima battuta, in quanto non sono stati ancora sottoscritti gli accordi e le convenzioni per il biennio 2019-2020, inoltre non è stato neanche elargito il finanziamento previsto per il 2019.

La situazione è grave a tal punto che si affaccia perfino il rischio dello sfratto o comunque del distacco delle utenze, viste le difficoltà nel pagare perfino le bollette, oltre alle criticità nel sostenere donne e minori nelle necessità quotidiane (come ad esempio i trasporti).

Si aggiunge il fatto, tutt’altro che marginale, che al momento non vi sono le risorse sufficienti neanche per pagare gli stipendi delle operatrici, professioniste impegnate che dedicano il proprio tempo alla sopravvivenza e al funzionamento dei Centri, da diversi mesi perfino gratuitamente.

“Anche in questo caso –conclude Bistocchi- abbiamo ritenuto di mettere a disposizione il testo di tutti i gruppi consiliari, chiedendo una firma, un sostegno, che spiace registrare non sia arrivato a tutt’oggi e non arriverà.”

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