Aids, Iardino, ‘per Covid meno diagnosi ma anche casi non conteggiati’

L'attivista, 'però in Italia Hiv potrebbe anche circolare meno grazie ad alta aderenza a terapie'

Aids, Iardino, 'per Covid meno diagnosi ma anche casi non conteggiati'
Fotogramma video AdnKronos

Aids, Iardino, ‘per Covid meno diagnosi ma anche casi non conteggiati’

“Nel 2020 abbiamo avuto circa 1.300 nuove infezioni di Hiv in Italia, un numero dimezzato rispetto al 2019. Dietro questo dato potrebbero nascondersi 3 fattori: due negativi e uno positivo. Sicuramente la pandemia ha determinato una certa percentuale di mancata esecuzione dei test da parte di persone infette”, che quindi non sanno di esserlo, “ma a questo si associa anche un problema che stiamo osservando di mancate notifiche”, cioè le diagnosi ci sono state, ma non sono state comunicate per il conteggio. “E poi c’è un terzo aspetto positivo: ed è che magari circola meno virus in Italia rispetto ad altri Paesi dove l’aderenza al trattamento non è così alta”. Rosaria Iardino, oggi presidente della Fondazione ‘The Bridge‘, storica attivista per i diritti delle persone con Hiv, interpreta così gli ultimi dati annuali sui nuovi contagi che, in Italia come in generale anche in Europa, hanno visto un calo in coincidenza con l’emergenza Covid.


Fonte: AdnKronos


“Vorrei aprire una finestra nuova – spiega all’Adnkronos Salute – Da una parte il Covid ha ridotto le diagnosi, ma di tutte le patologie. Ma dall’altra parte noi abbiamo raggiunto successi scientifici straordinari, per cui se oggi una persona è aderente al proprio trattamento non è più in grado di infettare. E’ quello che riassumiamo nella formula ‘Undetectable = Untrasmittable‘ (virus non rilevabile, grazie alle cure, equivale a non trasmissibile, ndr). Possiamo dunque ipotizzare che, almeno in Italia dove abbiamo un’aderenza altissima al trattamento, sopra il 90%, circola meno virus. C’è proprio la consapevolezza che se uno non prende la terapia rischia tanto, per cui la si assume. E quindi si può presumere che circoli meno virus nella nostra società. Dall’altro lato, Covid ha sicuramente rallentato le nuove diagnosi”.

Il combinato disposto dei due fattori, continua Iardino, “ci porta ad avere intorno ai 1.300 casi in Italia. Ma poi c’è un altro fattore che stiamo scoprendo, per esempio in Lombardia, e cioè che i medici non fanno la notifica delle nuove infezioni. Sembrerebbe che per alcuni centri, in questo pandemonio che è stato Covid, con il personale che era quello che era e le priorità che erano altre, ci sia stata addirittura una sottonotifica del 40%, per quanto riguarda la Lombardia. E’ un tema che abbiamo posto all’attenzione e infatti domani avremo una Commissione regionale Aids su questo. E credo che la Lombardia non sia l’unica Regione ad aver avuto questo problema”.

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