Povertà, a volte è l’indifferenza della gente che fa più male

 
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Povertà, a volte è l'indifferenza della gente che fa più male

Povertà, a volte è l’indifferenza della gente che fa più male Da un paio di giorni sta in ginocchio sulle scalette di Sant’Ercolano a Perugia, con un bicchiere di carta in mano, un fazzoletto in testa, un giubbino leggero, un paio di pantaloni ancora più leggeri. Ha freddo e si vede, tiene i denti stretti. E’ Natale e a ogni persona che passa dice: “Buon Natale signora, buon Natale signore”. Ma nessuno risponde alla sua richiesta di aiuto. Le persone, nella più totale indifferenza, non si fermano e nemmeno guardano da dove proviene quella voce.

Chi ha le mani impegnate con le borse della spesa, chi ha il costoso I-phone nelle mani, chi è appena uscito da un negozio dopo aver acquistato il solito e inutile regalo di Natale. Chi corre, chi sale e chi scende, chi ride, ma pochi abbassano la testa.

Davanti a tutto questo c’è una indifferenza disarmante. Questa persona chiede aiuto. Da dove sia venuta non si sa, sarà straniera sicuramente, o forse no. Pronuncia poche parole in italiano e se ti avvicini e gli dai qualche moneta ti risponde: “Grazie signora, Dio ti benedica, anche tua famiglia”. E anche se non gli dai niente, ti ringrazia lo stesso. (Morena Zingales)

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