Permessi retribuiti legge 104, quanti dipendenti? Lo chiede Marco Squarta

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Permessi retribuiti legge 104, quanti dipendenti, lo chiede Marco Squarta PERUGIA – Il capogruppo di Fratelli d’Italia Marco Squarta ha interrogato la Giunta regionale per sapere se risponde al vero che il 18,8 per cento dei dipendenti regionali usufruisce dei permessi retribuiti previsti dalla ‘legge 104’ e, in caso affermativo, se intende attivarsi per promuovere apposite procedure di controllo a garanzia del corretto ricorso ai permessi per l’assistenza a parenti disabili”.

Nell’atto ispettivo, Squarta spiega che “la legge 104 consente ai dipendenti disabili o che hanno un familiare da assistere di potersi assentare tre giorni al mese e usufruire così di congedi o permessi retribuiti e di essere inamovibile in caso di trasferimenti imposti dall’alto.

Sembrerebbe che in Umbria i dipendenti regionali che attualmente usufruiscono di questi permessi sono il 18,8 per cento della forza lavoro complessiva dell’Ente (circa 220 dipendenti su 1100): in media, quindi, 1 dipendente su 5 mentre a livello nazionale la media degli statali è di 1 ogni 10 dipendenti.

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Se il dato fosse confermato, l’Umbria supererebbe persino il record della Regione Sicilia dove il 18 per cento di dipendenti usufruiscono della 104, cifra tre volte superiore a quella della Toscana, della Lombardia e del Piemonte (10 percento).

Il corretto ricorso ai permessi della legge 104 è una garanzia per tutti coloro che hanno titolo a richiedere questo beneficio”. L’assessore Bartolini ha risposto che “Non è corretto, come fatto nell’interrogazione, paragonare dati non coerenti come quelli sui dipendenti statali con quelli regionali.

Per la 104 l’Umbria complessivamente ha una media più bassa rispetto a quella nazionale. La media di tutti gli enti umbri, Regione compresa è del 27 per cento (più di uno su quattro), mentre i dipendenti regionali hanno una media di utilizzo della 104 di uno ogni 5 circa, anziché uno su 4.

Inoltre come Regione abbiamo un doppio sistema di controlli: ci sono quelli che vengono fatti a monte, con la verifica dei documenti che ogni lavoratore porta al momento della richiesta di usufruire della legge 104, e ci sono quelli a valle, grazie ad un protocollo che prevede controlli a campione sul 30 per cento dei casi, innalzando la previsione nazionale del 10 per cento.

Da questi controlli sono emerse solo lievi anomalie, poi regolarizzate. Grazie a questo sistema di controlli la Regione ha una media più bassa rispetto a quella regionale che comprende tutti gli enti. Comunque”. Nella sua replica Squarta non si è detto soddisfatto della risposta dell’Assessore, “pur apprezzando il sistema dei controlli”.

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