Ast, interrogazione Pd alla Camera, Verini replica al Ministro

Ast e sindacati, evitare dannosi spezzatini, trattare con ThyssenKrupp

Ast, interrogazione Pd alla Camera, Verini replica al Ministro

Acciai Speciali Terni è un’eccellenza della siderurgia italiana. Con oltre quattromila risorse umane e un fatturato pari a un quinto del fatturato industriale dell’intera regione Umbria, qualità delle produzioni e un mercato su scala mondiale, è una realtà sul cui futuro le istituzioni, a partire dal Governo, devono mettere attenzione, coraggio e impegno. Per questo il Partito Democratico ha interrogato il ministro Giorgetti, oggi alla Camera durante il question time, sulla cessione di Ast da parte di Thyssen.

“Lo abbiamo fatto – ha detto il deputato dem Walter Verini durante la replica – per portare il Governo, e in particolare il ministro dello Sviluppo economico, a dire qualche parola sul futuro di Acciai Speciali Terni. Oggi in Parlamento si è detto qualcosa, ma noi pensiamo che – pur tenendo conto di aspetti riservati che presiedono alla vendita tra privati – il Governo italiano debba essere il garante davanti ai lavoratori, ai sindacati, alle imprese dell’indotto, a una comunità intera, della trasparenza della vendita e del futuro delle acciaierie di Terni.

Ciò significa chiedere a Thyssen Krupp che nella vendita siano assicurati garanzia dell’integrità del sito, mantenimento dei livelli e della qualità della produzione, dell’occupazione, innovazione ambientale; e poi il sistema Italia deve garantire finalmente lo sviluppo infrastrutturale che serve. La presidente della Commissione europea Von Der Layen – ha aggiunto Verini – i commissari Vestager e Gentiloni hanno garantito la vigilanza – entro le loro prerogative – su questi obiettivi.

Ora il Governo e il Ministero non devono essere timidi su questioni come questa. Nel quadro di un nuovo piano siderurgico nazionale dove Taranto, Piombino, hanno le loro problematiche, Terni ha le sue specificità delle quali tenere conto e che vanno salvaguardate. La qualità delle produzioni di Ast offre competitività nei mercati e qualunque soggetto che dovesse acquisire il sito dovrà garantire un piano industriale che assicuri e sviluppi questa competitività.

Per questo il Governo italiano non può stare alla finestra. Il futuro di Ast è una vitale questione ternana e umbra, di una realtà fortemente colpita dalla crisi e dalla deindustrializzazione ma è anche una vera questione nazionale. Le acciaierie di Terni hanno un ruolo scolpito nella storia del nostro Paese. Ci sono, ci debbono essere le condizioni perché questa storia continui in futuro”.

“Finalmente il tema della cessione della Acciai Speciali Terni trova uno spazio d’attenzione da parte del Governo. Merito dell’iniziativa dei deputati del Partito Democratico – tra cui l’umbro Walter Verini – che oggi alla Camera hanno interrogato il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti in occasione del question time. Un fatto nuovo, che insieme alle note introdotte dal ministro sulla rilevanza strategica delle acciaierie ternane con il loro indotto, rappresenta sicuramente un elemento positivo. Non possiamo, però, che esprimere perplessità per i tempi strettissimi della vendita annunciati da Giorgetti – alla luce dei quali appare ancora più importante l’iniziativa portata avanti dal Pd per accendere l’attenzione sulla questione – e per la mancanza di nuovi elementi in grado di rassicurare sul futuro di Ast rispetto a quelli già a conoscenza della comunità. Quello che continua a stupire, invece, è lo scandaloso, clamoroso e inspiegabile silenzio su un fatto così decisivo per l’economia regionale e italiana, oltre che ternana, del sindaco Latini e della giunta Tesei. Il Partito Democratico continuerà a fare quanto possibile, a livello politico e istituzionale, perché Ast continui ad essere riferimento per la siderurgia europea e perché la vendita garantisca integrità del sito e delle produzioni, mantenimento dei livelli occupazionali e qualità dell’innovazione”. Così, in una nota, i segretari provinciale e comunale del Pd Terni Fabrizio Bellini e Pierluigi Spinelli

 
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