Alla cerimonia UNIPG, appello a istituzioni e università
Alla cerimonia d’apertura dell’Anno Accademico 2024/2025 dell’Università degli Studi di Perugia, tenutasi venerdì 4 aprile, è intervenuto il Presidente del Consiglio Studentesco, Nicholas Radicchi, portando il saluto della componente studentesca dell’Ateneo. Il suo intervento si è concentrato sui temi della giustizia sociale, della difesa della Costituzione, del diritto allo studio e della solidarietà internazionale.
Radicchi, eletto con la lista Sinistra Universitaria – UDU Perugia, ha richiamato in apertura l’interrogativo posto da Piero Calamandrei nel 1955 su cosa significhi la Costituzione per i giovani. Da qui ha preso spunto per affrontare una serie di criticità vissute dagli studenti.
Diritto allo studio negato
Radicchi ha denunciato la mancata applicazione dell’articolo 34 della Costituzione, che sancisce il diritto allo studio anche per chi è privo di mezzi. Ha ricordato come, per tre anni, la precedente Giunta Regionale abbia lasciato centinaia di studenti senza alloggio, obbligandoli a rinunciare al percorso universitario.
Ha quindi rivolto un appello all’attuale amministrazione umbra, chiedendo:
Stabilizzazione della No Tax Area fino a 30.000 euro di ISEE
Copertura integrale delle borse di studio
Conferma del Pass TPL per il trasporto regionale a 60 euro
Introduzione di servizi notturni di mobilità a Perugia e Terni
Soluzioni strutturali per la crisi abitativa studentesca
Radicchi ha sottolineato che tagliare fuori gli studenti più fragili significa privare la Regione di un futuro.
Solidarietà alla Palestina
Citato l’articolo 11 della Costituzione, il Presidente del Consiglio Studentesco ha criticato duramente la posizione del Governo italiano per non aver interrotto l’esportazione di armi verso Israele, nonostante i “gravissimi avvenimenti” degli ultimi mesi.
Ha definito il conflitto una situazione “asimmetrica”, accusando Israele di essere uno Stato oppressore responsabile di occupazioni illegali, violenze sistemiche e crimini contro l’umanità. “Quello in atto è un genocidio”, ha detto, invocando il riconoscimento internazionale della natura dell’offensiva militare nei territori palestinesi.
Radicchi ha inoltre chiesto all’Ateneo di interrompere ogni accordo con università e aziende coinvolte, direttamente o indirettamente, con “questa tragedia”, definendo la richiesta “un atto morale”.
Salute mentale degli studenti
Il Presidente ha poi posto l’accento sull’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale. Ha parlato della sofferenza diffusa tra gli studenti universitari, in particolare di coloro che si trovano a dover affrontare pressioni e aspettative insostenibili.
Secondo Radicchi, l’università è divenuta un ambiente competitivo che spinge gli studenti a rincorrere prestazioni e tempi imposti, trasformando il fallimento in una colpa personale. Ha affermato che il disagio mentale è collettivo e sistemico, e non può essere risolto solo con più sportelli di supporto psicologico: serve una revisione profonda del modello sociale e accademico attuale.
Critiche al sistema universitario
Richiamando l’articolo 3 della Costituzione, Radicchi ha evidenziato come il sistema universitario pubblico sia messo in crisi da politiche governative che, a suo dire, favoriscono gli istituti privati e telematici. Ha condannato i tagli agli atenei pubblici e il sostegno finanziario alle università private, descrivendo queste ultime come “un grande affare per imprenditori, anche locali”.
Radicchi ha ribadito la necessità di difendere l’università pubblica come strumento di emancipazione e accesso al sapere per tutti, contrastando quella che ha definito “la mercificazione della formazione”.
Giovani e lavoro
Infine, citando l’articolo 1 della Costituzione, ha riflettuto sulla condizione lavorativa giovanile in Italia, descrivendola come precaria, sfruttata e insicura. Ha chiesto con forza che la Repubblica garantisca un lavoro dignitoso che permetta ai giovani di diventare indipendenti. In chiusura, ha condannato anche le violenze di genere, legandole a una cultura patriarcale che va scardinata.
Conclusioni e visione
Radicchi ha concluso affermando che la difesa dei diritti costituzionali, del sapere libero e del benessere degli studenti deve essere una priorità per le istituzioni accademiche e politiche. Ha ribadito l’impegno della rappresentanza studentesca nel difendere una visione inclusiva, equa e solidale dell’università e della società.
L’intervento ha ricevuto attenzione e apprezzamento da parte del pubblico presente, tra cui le autorità accademiche, rappresentanti delle istituzioni civili e militari, e ospiti illustri come la Prima Presidente della Corte Suprema di Cassazione, Margherita Cassano.

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