Diritto studio, crisi abitativa, Udu a ministro Anna Maria Bernini

Durante il mese di Settembre, ad una profonda crisi del sistema del Diritto allo Studio

Diritto studio, crisi abitativa, Udu a ministro Anna Maria Bernini

Oggi si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2022-2023 dell’Università degli Studi di Perugia. È intervenuto il Presidente del Consiglio degli Studenti, Matias Cravero, eletto dalla Sinistra Universitaria – UDU Perugia. Il Presidente, potendo rivolgersi direttamente alla Ministra dell’Università e della Ricerca Prof.ssa Anna Maria Bernini, invitata per l’occasione, ha evidenziato le istanze e le aspettative della
comunità studentesca: i temi centrali sono stati il diritto allo studio, la crisi abitativa e il finanziamento all’università pubblica.

“Abbiamo assistito, durante il mese di Settembre, ad una profonda crisi del sistema del Diritto allo Studio Universitario nella nostra Regione” ha affermato Matias Cravero, Presidente del Consiglio degli Studenti, “per la prima volta dopo moltissimi anni, infatti, oltre 600 studenti si sono visti negare l’accesso ai servizi abitativi dell’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, nonostante fossero idonei ad accedervi per le proprie condizioni reddituali e di merito. Questo fatto rappresenta una sostanziale rottura del patto che lo Stato sigla con i soggetti in formazione e che la Costituzione della Repubblica Italiana codifica all’articolo 34.

Crediamo, però, che il problema sia più profondo. Occorre ripensare un sistema sottofinanziato e che si basa eccessivamente sul c.d. merito, i cui criteri rappresentano una forma di pressione eccessiva nei confronti della salute mentale della categoria che rappresento. Onorevole Ministra, come si può pensare di misurare il “merito” di una persona senza tenere minimamente in considerazione il contesto socioeconomico di provenienza? Si può definire “diritto allo studio” un sistema che costringe le studentesse e gli studenti a trascurare la propria salute mentale, portando talvolta a gesti estremi?

È sempre più urgente un ripensamento profondo del sistema nazionale del diritto allo studio, che scardini la retorica del merito e che metta al centro il benessere dei soggetti in formazione. Il nostro ateneo, in questo senso, ha adottato, grazie ad un costante e proficuo dialogo con le rappresentanze studentesche, una serie di politiche che agiscono in tutela della comunità studentesca – penso alla già citata no-tax area a 30000 ISEE, al trasporto pubblico gratuito per gli studenti, al superamento del Numero Programmato Locale, alla Didattica a Distanza per gli studenti che altrimenti non avrebbero modo di seguire le lezioni, solo per citare alcuni esempi.

Occorre inoltre un reale rifinanziamento del sistema Università e un ripensamento generale delle modalità con cui i fondi vengono ripartiti ed erogati, superando una logica premiale e favorendo lo sviluppo armonico di tutti gli atenei pubblici del nostro paese. Parlo di atenei pubblici poiché sono profondamente convinto del fatto che la formazione privata, nel nostro paese, non possa rappresentare una risposta concreta alle necessità di cui ho parlato finora.

Solo ed esclusivamente un sistema pubblico e statale adeguatamente finanziato può garantire l’accesso ai più alti livelli della formazione a tutti e tutte. Non c’è spazio, nel nostro territorio, per aziende che vogliano lucrare sulla formazione e sulla conoscenza, spesso offrendo percorsi formativi di bassa qualità e in ogni caso riservati solo a coloro che possono permettersi di pagare le esorbitanti rette annuali che vengono richieste per l’iscrizione, acuendo le disuguaglianze che già dilaniano il tessuto sociale del nostro Paese. Affinché la città di Perugia possa risplendere per sapienza, come recita lo statuto comunale del 1285 grazie al quale abbiamo la possibilità di essere tutti qui riuniti quest’oggi, dopo più di 700 anni” ha concluso, “è necessario garantire a tutti – a prescindere dalle condizioni socioeconomiche – una formazione pubblica e di qualità.”

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