Dimensionamento scolastico: Perugia affonda sotto i tagli

Dimensionamento scolastico: Perugia affonda sotto i tagli

Presciutti accusa: Perugia salvi il sistema d’istruzione 

PERUGIA, 28 gennaio 2026– La riorganizzazione della rete educativa in Umbria si trasforma in un terreno di scontro frontale. Le ultime disposizioni firmate dal Commissario, pur nel rispetto formale delle istituzioni, hanno innescato la reazione durissima di Massimiliano Presciutti, Presidente della Provincia. La critica non è rivolta solo al merito tecnico, ma a una visione politica che sembra aver smarrito il senso dell’equilibrio, come riporta il comunicato della  Redazione Stampa – Provincia di Perugia. Secondo i vertici di Piazza Italia, il quadro che emerge dal decreto è profondamente sbilanciato, capace di generare una frattura organizzativa e territoriale che colpirà al cuore il diritto all’istruzione nelle aree più sensibili del perugino.

I dati contenuti nel provvedimento non lasciano spazio a interpretazioni benevole. Il bilancio dei tagli è impietoso: mentre la realtà provinciale di Perugia deve farsi carico di ben otto interventi di accorpamento, il territorio di Terni ne subisce soltanto uno. Una sproporzione che Presciutti definisce come la negazione stessa di quel “riequilibrio territoriale” tanto decantato nelle sedi politiche. Sotto la scure del decreto finiscono istituzioni storiche, in particolare le direzioni didattiche che operano a Città di Castello e Gubbio, realtà che rappresentano presidi sociali insostituibili per le comunità locali e che ora vedono minacciata la propria autonomia gestionale.

L’attacco del Presidente si sposta poi sulla genesi politica di questa scelta. L’accusa è rivolta a un Governo centrale che avrebbe preferito agire “con l’accetta”, evitando di metterci la faccia e delegando l’onere delle decisioni più impopolari agli uffici scolastici regionali. Questo approccio viene giudicato ingiustificabile, poiché ignora il lavoro di ascolto e mediazione svolto durante tutto il periodo estivo. Presciutti ricorda come la Provincia non si sia mai tirata indietro dal confronto, coinvolgendo scuole, sindacati e amministrazioni locali in un percorso trasparente che oggi viene calpestato da un atto d’imperio privo di logica territoriale.

Nonostante l’amarezza per un esito considerato “fuori da ogni logica”, la battaglia istituzionale non si ferma. La speranza della Provincia è ora legata ai ricorsi e ai procedimenti amministrativi avviati da diverse Regioni, con l’Umbria in prima fila, per contestare la legittimità dei tagli lineari. L’obiettivo è quello di resettare le procedure per riaprire un tavolo di discussione vero, che sappia guardare alle esigenze dei ragazzi e non solo alle rigide colonne dei bilanci. La difesa del territorio passa per la tutela di ogni singolo plesso scolastico, evitando che scelte burocratiche creino cittadini di serie A e di serie B all’interno della stessa regione.

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