Ateneo di Perugia, sostenibilità al centro dello sviluppo

Ateneo di Perugia, sostenibilità al centro dello sviluppo

RUS, Commissione e Green Office per un Ateneo più sostenibile

🌱 L’Università degli Studi di Perugia rafforza la strategia sulla sostenibilità: RUS, Commissione Sostenibilità e Green Office guideranno azioni su energia, edifici, mobilità, inclusione, ricerca e benessere della comunità.


La sostenibilità entra nella strategia dell’Ateneo

La sostenibilità come criterio trasversale per orientare il governo dell’Università, dalla gestione degli edifici alla ricerca, dalla didattica al benessere della comunità accademica. È il modello presentato lunedì 27 luglio 2026 dall’Università degli Studi di Perugia durante un incontro nell’Aula Dessau di Palazzo Murena.

Al centro dell’iniziativa sono stati posti il ruolo della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), la costituzione della Commissione Sostenibilità e l’avvio del Green Office di Ateneo. Tre strumenti destinati a integrare stabilmente gli obiettivi ambientali, sociali ed economici nella programmazione universitaria.

La visione illustrata dal Magnifico Rettore Massimiliano Marianelli considera infatti la sostenibilità non come un settore autonomo, ma come un elemento capace di attraversare le diverse funzioni dell’istituzione universitaria.

«L’Università è chiamata oggi a costruire non soltanto conoscenza, ma condizioni di vita migliori per la Comunità», ha affermato Massimiliano Marianelli, sottolineando la necessità che la sostenibilità diventi «un modo di pensare, di progettare e di governare».

Persone, territorio e patrimonio al centro

Il progetto comprende la dimensione ambientale ed energetica, ma si estende alla cura delle persone, degli spazi, delle relazioni e del territorio. La sostenibilità viene quindi collegata alla gestione del patrimonio edilizio, all’attività scientifica, alla formazione, alla terza missione e al benessere della comunità universitaria.

L’obiettivo è costruire un modello nel quale innovazione, qualità, inclusione e valorizzazione degli edifici possano procedere all’interno di una programmazione comune.

Questo approccio interessa tutte le missioni dell’Ateneo. Nella didattica significa contribuire alla formazione delle nuove generazioni sui temi dello sviluppo sostenibile. Nella ricerca comporta un approccio interdisciplinare alle principali sfide contemporanee. Nella terza missione punta a consolidare i rapporti con territorio e istituzioni, mentre nella quarta missione riguarda il benessere della comunità accademica e la responsabilità sociale dell’Università.

Un Tavolo permanente per l’efficienza energetica

Una prima applicazione concreta della strategia è rappresentata dall’istituzione del Tavolo permanente per l’efficientamento energetico, promosso dal Rettore come sede stabile di confronto, programmazione e verifica delle politiche energetiche universitarie.

Il Tavolo nasce nell’ambito del Piano di razionalizzazione e riqualificazione della spesa e dovrà mettere in relazione sostenibilità ambientale, innovazione nella gestione e responsabilità sociale.

Tra gli obiettivi figurano la progressiva riduzione dei consumi e una gestione più efficiente delle risorse, anche con la prospettiva di creare nuove possibilità di investimento destinate alla comunità universitaria.

Lo strumento costituirà inoltre uno dei primi ambiti operativi attraverso i quali Commissione Sostenibilità e Green Office potranno sviluppare interventi programmati, condivisi e verificabili nel tempo.

Edifici universitari come luoghi di comunità

Una parte rilevante del percorso riguarda il patrimonio immobiliare. Gli edifici dell’Ateneo vengono considerati non soltanto infrastrutture funzionali, ma luoghi nei quali si svolgono quotidianamente studio, ricerca, lavoro e relazioni.

La loro riqualificazione assume quindi una duplice funzione: migliorare la qualità degli spazi frequentati dalla comunità universitaria e ridurne l’impatto ambientale.

Il professor Paolo Verducci, Delegato del Rettore alla Cura del Costruito, Sostenibilità energetica e Sicurezza e coordinatore scientifico dell’iniziativa, ha evidenziato il rapporto tra sostenibilità e qualità dell’università contemporanea.

In questa prospettiva, riqualificazione architettonica ed energetica, sicurezza degli ambienti, riduzione delle emissioni e cura del patrimonio diventano parti di una stessa strategia e della responsabilità dell’Ateneo nei confronti della propria comunità.

La RUS rafforza la collaborazione nazionale

Particolare attenzione è stata dedicata alla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, organismo nazionale di coordinamento degli atenei italiani impegnati sui temi della sostenibilità.

La partecipazione dell’Università degli Studi di Perugia punta a rafforzare il contributo ai gruppi di lavoro nazionali e la condivisione di esperienze e buone pratiche.

Gli ambiti comprendono transizione ecologica, energia, mobilità sostenibile, gestione delle risorse, rifiuti, inclusione sociale, educazione, cibo, cambiamenti climatici e rapporti tra università e industria.

Il referente RUS dell’Università degli Studi di Perugia è il professor Federico Rossi. Ai diversi gruppi di lavoro partecipano docenti, ricercatori e personale dell’Ateneo, mentre Martina Campo, Vanessa Livi e Andrea Urbani rappresentano la componente studentesca nel relativo Tavolo.

Nasce la Commissione Sostenibilità

Un altro elemento della nuova organizzazione è la Commissione Sostenibilità dell’Università degli Studi di Perugia, chiamata a coordinare le politiche dell’Ateneo e a favorire il collegamento tra strutture scientifiche e amministrative.

La Commissione è presieduta dalla professoressa Elisa Moretti, Energy Manager dell’Università degli Studi di Perugia. La professoressa Lucia Rocchi ricopre il ruolo di coordinatrice tecnica, mentre la professoressa Luisa Paolotti è coordinatrice della comunicazione.

Anche nella Commissione sono presenti gli studenti Martina Campo, Vanessa Livi e Andrea Urbani.

Le attività sono organizzate in aree strategiche dedicate alla gestione delle risorse e dei materiali, mobilità e trasporti, verde ed ecosistemi, edilizia, salute e welfare, inclusione e pari opportunità, cultura, ricerca ed educazione permanente per lo sviluppo sostenibile.

L’impostazione permette di affrontare la sostenibilità attraverso competenze differenti e di integrare gli interventi nella pianificazione complessiva dell’Ateneo.

Green Office aperto alla partecipazione della comunità

Accanto alla Commissione opererà il Green Office, concepito come struttura permanente dedicata alla partecipazione e alla progettazione condivisa.

Il suo funzionamento coinvolgerà studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo. Tra i compiti previsti figurano iniziative di sensibilizzazione, campagne di educazione ambientale, progetti innovativi e attività finalizzate al progressivo miglioramento delle prestazioni dell’Ateneo sul fronte della sostenibilità.

Il Green Office dovrà diventare anche uno spazio di sperimentazione, nel quale la comunità universitaria possa contribuire direttamente alla definizione di nuove pratiche.

Il coordinamento è affidato a Massimo Lacquaniti. Ne fanno parte Lucia Pampanella, Benedetta Terenzi, Elisa Moretti e i rappresentanti degli studenti Martina Campo, Vanessa Livi e Andrea Urbani.

Efficientamento e riqualificazione del patrimonio

Il coordinamento tecnico dell’iniziativa è stato affidato all’ingegnere Fabio Piscini, dirigente della Ripartizione Tecnica, che durante l’incontro ha illustrato il ruolo della struttura universitaria nell’attuazione concreta degli interventi.

Il lavoro comprende efficientamento energetico, manutenzione programmata, riqualificazione degli immobili e sviluppo di modelli gestionali orientati alla sostenibilità e alla resilienza.

La componente tecnica assume così una funzione centrale nel passaggio dalla programmazione alla realizzazione degli interventi, in collegamento con gli altri organismi previsti dalla strategia.

L’area dedicata all’edilizia comprende nuovi edifici, riqualificazione di quelli esistenti, manutenzioni e certificazioni. Sul fronte delle risorse vengono invece considerate energia, acqua, rifiuti, gestione delle acque piovane, emissioni climalteranti, acquisti verdi, eventi ecosostenibili, progetti speciali e trigenerazione.

Dalla mobilità all’inclusione, le aree di intervento

Il modello presentato a Palazzo Murena coinvolge numerosi settori della vita universitaria. Mobilità, trasporti, parcheggi, telelavoro e smart working rientrano nella specifica area strategica dedicata agli spostamenti e all’organizzazione del lavoro.

Un altro settore riguarda verde, spazi naturali e biodiversità urbana. Salute e welfare comprendono invece qualità degli ambienti comuni, benessere, sicurezza, prevenzione, attività motorie e alimentazione.

L’inclusione interessa accessibilità, giustizia sociale e parità di genere, mentre un’ulteriore area riunisce ricerca, didattica, terza missione, divulgazione e formazione sui temi dello sviluppo sostenibile.

La struttura punta quindi a collegare gli aspetti ambientali con quelli sociali, organizzativi e culturali, evitando di limitare la sostenibilità alla sola riduzione dei consumi energetici.

Un modello destinato a entrare nella programmazione

La presentazione della RUS, della Commissione Sostenibilità e del Green Office costituisce l’avvio di un percorso più ampio con il quale l’Università degli Studi di Perugia intende inserire stabilmente questi temi nella propria programmazione strategica.

Durante la giornata Massimiliano Marianelli ha rivolto alla comunità universitaria l’invito a partecipare alla costruzione di una cultura condivisa della sostenibilità.

La prospettiva delineata dall’Ateneo considera infatti la responsabilità ambientale insieme alla qualità degli spazi, al benessere delle persone, alla ricerca, alla formazione e al rapporto con il territorio.

Il modello punta così a trasformare la sostenibilità in un criterio permanente dell’azione istituzionale, capace di orientare decisioni, investimenti e attività universitarie e di collegare le esigenze della comunità attuale con la responsabilità verso le generazioni future.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*