Visita alla Thyssen della seconda commissione del Consiglio regionale dell’Umbria

 
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Visita alla Thyssen della seconda commissione del Consiglio regionale dell’Umbria

I consiglieri regionali del M5S, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari intervengono in merito alla visita di stamattina della Seconda Commissione consiliare, su loro “precisa istanza” all’interno delle Acciaierie di Terni per “una prima analisi dell’esistente”. I due esponenti pentastellati, nel rimarcare come si tratti della “prima visita in 50 di Regione”, assicurano che “da oggi si cambia. Valuteremo il da farsi nel corso di questa e delle prossime giornate, auspicando l’avvio di un percorso politico e industriale virtuoso, volto anzitutto a riconoscere le grandi criticità esistenti”.

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Notizie dalla palude: possibile che, in 50 anni di Regione Umbria, i consiglieri ivi eletti non abbiano mai avuto l’uzzolo di visitare congiuntamente il rilevantissimo sito industriale delle Acciaierie per toccarne con mano certi inconfessabili problemi, valutando gli ampi impatti ambientali e sanitari del sito? Sembra incredibile, ma è così”.

Liberati e Carbonari, ma il Santa Maria ce l'ha agibilità o è fuori legge?È quanto scrivono, in una nota, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari rimarcando come “appena 50 anni dopo il varo della Regione, il tabù finalmente si infrange: attorno alle 10 del mattino di oggi, perché su nostra precisa istanza, l’Assemblea legislativa, tramite la Seconda Commissione, entra ufficialmente all’interno delle Acciaierie per una prima analisi dell’esistente”.

“Abbiamo chiesto di partire dalle famigerate discariche siderurgiche di Pentima e Valle – spiegano i consiglieri pentastellati -, per poi passare all’area degli stabilimenti veri e propri, laddove il cromo esavalente nelle falde acquifere ha recentemente superato i limiti di legge in ben sei pozzi su sette, come peraltro successo pure negli anni scorsi su diversi piezometri, e senza andare più indietro per carità di patria”.

“Certo – commentano Liberati e Carbonari – è ben strano che i consiglieri regionali, sempre pronti nel dire la loro sull’universo mondo, nulla abbiano detto e tantomeno scritto su questo tema, specie dopo il 2010, quando l’Autorizzazione Integrata Ambientale, rilasciata dalla Regione, venne presto messa in discussione dalla stessa Arpa Umbria. Eppure, viste le competenze esclusive assunte, precisi obblighi politici di controllo e vigilanza spetterebbero proprio ai consiglieri regionali.

Che sull’argomento restano assai silenziosi

Che sull’argomento restano assai silenziosi. Al più, balbettanti”. “Siamo nel 2019 – continuano -: mezzo secolo di clientele e signorsì possono sicuramente bastare, visti gli enormi danni finora cagionati da tale sistema di lusinghe varie e avariate, consulenze e interessenze. Da oggi si cambia. Valuteremo il da farsi nel corso di questa e delle prossime giornate, auspicando l’avvio di un percorso politico e industriale virtuoso, volto anzitutto a riconoscere le grandi criticità esistenti, magari senza più scansarle come finora accaduto grazie a umanissime ed estese complicità, grazie – concludono – ai silenzi di lunga data di magna pars dei cosiddetti Organi costituzionali”.

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