Università di Perugia e Bios-Therapy: nasce Unibios per innovare la ricerca sanitaria

Università di Perugia e Bios-Therapy: nasce Unibios

Collaborazione pubblico-privata per tecnologie avanzate in medicina sostenibile

La presentazione della collaborazione tra l’Università degli Studi di Perugia e Bios-Therapy, Physiological Systems for Health S.p.A., ha segnato oggi un passo decisivo per il progetto denominato UNIBIOS, secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale rilasciato dall’Ufficio Stampa Aboca-BiosTherapy. L’iniziativa mira a mettere a frutto le più moderne tecnologie nel campo delle scienze del vivente, superando la tradizionale visione riduzionista e abbracciando un approccio basato sulla complessità degli organismi.

Questo nuovo modello di ricerca e formazione è concepito per promuovere un percorso di evoluzione sanitaria sostenibile, in termini sia di costi sia di impatto ambientale, e rispondere alle esigenze emergenti espresse dai principi di ONE HEALTH e Health Technology Assessment (HTA). L’accordo di collaborazione pubblica-privata, avviato ufficialmente nel novembre 2024 tra l’Università di Perugia, rappresentata dal Rettore Prof. Maurizio Oliviero, e Bios-Therapy, guidata dal Cavaliere Valentino Mercati, prevede il coinvolgimento di tutti i 14 dipartimenti dell’Ateneo e il trasferimento del know-how aziendale.

Bios-Therapy, nata come spin-off del Gruppo ABOCA, si distingue per l’applicazione delle scienze omiche nello sviluppo di nuovi approcci terapeutici fisiologici, validi anche come supporto ai trattamenti farmacologici. L’Accordo Esecutivo siglato a marzo 2025 con il Dipartimento di Medicina ha permesso di costituire la sede operativa di UNIBIOS e il Gruppo di Studio Multidisciplinare, già impegnato in trial clinici di rilievo coordinati dagli studiosi Patrizia Mecocci, esperta in Mild Cognitive Impairment, e Auro Caraffa, specializzato nell’Osteoartrite del ginocchio.

Le tecnologie promosse da UNIBIOS si allineano alle recenti direttive europee per l’armonizzazione tecnica, con particolare attenzione a sostanze bioattive naturali, all’individuazione di attività fisiologiche metaboliche e all’applicazione di trial clinici personalizzati. L’innovazione sarà implementata anche grazie all’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale generativa.

La finalità principale è quella di proporre valide soluzioni nel settore sociosanitario, volte a ridurre i costi e a equilibrare il rapporto rischio-beneficio dei prodotti con attività farmacologica. Alla conferenza hanno partecipato esponenti di spicco come il Prof. Talesa, direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, il CEO di Bios-Therapy Cav. Mercati, il Chief Scientific Officer Jacopo Lucci, e altri rappresentanti accademici che hanno sottolineato la portata innovativa e il valore etico della collaborazione, evidenziando il loro impegno a rafforzare le sperimentazioni cliniche già avviate.

Il Prof. Talesa ha richiamato l’importanza di mantenere l’autonomia dell’università e della sanità pubblica, punti di forza che hanno garantito all’Italia una longevità tra le più alte al mondo, e ha annunciato il prosieguo delle sperimentazioni con risultati incoraggianti. Il Cavaliere Mercati ha ricordato la lunga storia della sua azienda e la volontà di riconnettersi con l’intelligenza del vivente, integrando l’azione dell’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto.

Il Dott. Lucci ha rimarcato l’esigenza di un cambio di paradigma scientifico, passando dalla visione riduzionista a una concezione che valorizzi la complessità degli organismi e la personalizzazione delle terapie, mentre il Prof. Galli ha evidenziato la rilevanza della terza missione dell’università, traducendo la ricerca in benefìci concreti per la società.

La Prof.ssa Mecocci si è soffermata sull’importanza di un approccio olistico per la geriatria e la gerontologia, sottolineando come la medicina dei sistemi consenta di lavorare su prevenzione e mantenimento dell’omeostasi, anche attraverso protocolli innovativi. Infine, il Prof. Caraffa ha espresso ottimismo sul rapporto tra università e privato, con particolare focus su ortopedia e fragilità, auspicando significativi benefici grazie a questa collaborazione.

Questa sinergia, come esplicitato nel comunicato da cui sono tratte le informazioni, rappresenta un significativo avanzamento nel campo della ricerca applicata alle scienze della vita, offrendo una risposta concreta alle sfide contemporanee della sanità e della biotecnologia.

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