Tarquinio vota contro la Commissione Von Ser Leyen 

"Troppo ambigua, troppo vicina ai sovranisti", afferma l'eurodeputato

Tarquinio vota contro la Commissione Von Ser Leyen 
Marco Tarquinio

Tarquinio vota contro la Commissione Von Ser Leyen 

Tarquinio vota contro – BruxellesMarco Tarquinio, eurodeputato indipendente vicino al Partito Democratico, ha espresso oggi il suo voto contrario alla conferma della nuova Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyen. La decisione, che ha suscitato diverse reazioni, è stata motivata da una serie di criticità politiche sollevate dal parlamentare riguardo alla composizione della Commissione, con particolare attenzione alla crescente vicinanza al gruppo dei conservatori sovranisti, tra cui il partito europeo ECR (European Conservative and Reformist Group), guidato dalla premier italiana Giorgia Meloni.

Durante il suo intervento in Parlamento, Tarquinio ha spiegato che la sua decisione è stata difficile ma necessaria. “Non è una questione personale contro i singoli commissari, nemmeno nei confronti di Raffaele Fitto, il candidato proposto dal governo italiano e appartenente a Fratelli d’Italia. Il mio no riguarda la visione politica che questa Commissione sembra abbracciare”, ha dichiarato l’eurodeputato, spiegando che l’ingresso dei sovranisti nella maggioranza europea costituisce un pericolo per i valori di solidarietà e coesione che dovrebbero caratterizzare l’Unione Europea.

Secondo Tarquinio, la vicepresidenza attribuita al gruppo ECR è simbolica di un orientamento che potrebbe alterare il corso delle politiche europee, aprendo la strada a posizioni nazionaliste e xenofobe che rischiano di compromettere l’integrazione europea. “Siamo di fronte a un’inquietante deriva verso politiche che contrastano i principi su cui è fondata l’Unione, mettendo a rischio la costruzione di una comunità federale”, ha sottolineato l’eurodeputato, che ha parlato anche dei pericoli derivanti da un’indebolimento del fronte pro-europeo.

Il suo intervento si inserisce in un contesto di crescente incertezza politica a livello continentale. In un periodo segnato dalla continuazione della guerra in Ucraina e dal deteriorarsi della situazione in Gaza, Tarquinio ha evidenziato come l’Unione Europea stia mostrando spesso una posizione subalterna alle potenze internazionali, incapace di muoversi con determinazione nel campo della politica estera. L’Europa, per l’eurodeputato, dovrebbe essere in grado di promuovere la pace e di adottare una politica estera più incisiva, non limitandosi a seguire le iniziative di altri attori internazionali.

Tarquinio ha anche aggiunto che, in un momento storico come questo, l’Europa ha bisogno di una leadership forte e chiara, in grado di contrastare le tendenze belliciste e di spingere per una soluzione diplomatica. “Non possiamo permetterci di stare a guardare, mentre il mondo cambia rapidamente e le sfide diventano sempre più difficili. Serve un cambiamento di rotta, una visione che metta al centro la pace e la solidarietà tra i popoli europei”, ha dichiarato.

Pur riconoscendo il rispetto per il Partito Democratico e per il Gruppo S&D di cui fa parte, Tarquinio ha criticato le scelte tattiche che hanno portato a una collaborazione con i conservatori sovranisti. “Accettare l’ingresso dei conservatori sovranisti nella maggioranza europea rischia di indebolire ciò che abbiamo costruito. Il confine tra europeismo e nazionalismo deve rimanere chiaro e netto”, ha affermato. In questo senso, Tarquinio ha visto nel voto contrario alla Commissione un atto di coerenza politica e morale, in difesa di un’Europa che sia al servizio della pace e della solidarietà, e non di visioni parziali e divisive.

Il voto di oggi ha quindi una forte valenza politica e simbolica. Tarquinio ha sottolineato come questo ‘no’ non sia solo una contestazione delle scelte della Commissione von der Leyen, ma una posizione che afferma la necessità di rimanere fedeli ai principi fondanti dell’Unione Europea. L’eurodeputato ha dichiarato che “questa è una decisione che deriva dalla coscienza politica”, esprimendo la convinzione che, in questo momento storico, l’Europa non possa permettersi di retrocedere di fronte ai cambiamenti globali.

Le parole di Tarquinio, che si sono concentrate sulla necessità di proteggere i valori di pace e solidarietà, sono arrivate in un contesto internazionale molto teso. Con il conflitto in Ucraina che continua a scuotere l’Est Europa e l’escalation della crisi a Gaza, l’Europa è chiamata a una risposta più forte e coesa. Tuttavia, secondo l’eurodeputato, le scelte politiche della nuova Commissione rischiano di indebolire la posizione dell’Unione, rallentando il processo di integrazione e di cooperazione tra i paesi membri.

Tarquinio ha infine ribadito il suo impegno a difendere l’Europa dei valori democratici e solidaristici. “In questo momento, è fondamentale mantenere la lucidità e il coraggio di affrontare le sfide senza cedere alla tentazione di compromessi politici che rischiano di svuotare il progetto europeo”, ha dichiarato, sottolineando che la vera forza dell’Unione risiede nella sua capacità di restare unita di fronte alle difficoltà globali.

Il voto contro la Commissione von der Leyen si inserisce in un quadro di crescente polarizzazione politica all’interno del Parlamento Europeo, con i gruppi dei sovranisti da un lato e dei progressisti dall’altro che si scontrano su temi cruciali come la politica estera, l’immigrazione e la solidarietà tra i popoli. La posizione di Tarquinio, pur rappresentando una voce minoritaria all’interno del suo gruppo di appartenenza, mette in luce le fratture interne che attraversano la politica europea contemporanea e la difficoltà di mantenere coesione in un contesto geopolitico sempre più instabile.

Il risultato del voto di oggi avrà sicuramente ripercussioni politiche significative, non solo per la Commissione von der Leyen, ma anche per le future scelte politiche dell’Unione Europea. L’orientamento verso i conservatori sovranisti potrebbe segnare una svolta per l’intero progetto europeo, mettendo in discussione i valori su cui l’Unione si è fondata e che l’hanno resa un modello di integrazione e cooperazione internazionale. La scelta di Tarquinio, in questo senso, vuole essere un monito per il futuro: un richiamo a non perdere di vista i principi di solidarietà e unità che hanno reso forte l’Europa fino ad oggi.

Concludendo il suo intervento, Tarquinio ha ribadito che il suo voto contrario è motivato dalla necessità di proteggere l’Europa come luogo di pace e solidarietà. “Non possiamo permettere che l’Europa diventi un continente chiuso e diviso, incapace di rispondere alle sfide globali”, ha concluso, lasciando un messaggio chiaro per il futuro della politica europea.

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