Oltre al diritto di mangiare, c’è anche quello alla dignità

 
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Oltre al diritto di mangiare, c’è anche quello alla dignità

Non voglio far polemica sulla quantità degli aiuti che arriveranno da oggi ai Comuni per sostenere le famiglie in difficoltà. Mi preme però fare una considerazione che riguarda la modalità di erogazione delle risorse.

Da oggi, i cittadini bisognosi dovranno recarsi presso il proprio Municipio e fare richiesta, non si ancora bene come, di buoni pasto o pacchi alimentari.

Questo sistema non garantisce riservatezza, specie nelle piccole realtà locali, e costringe le persone ad umiliarsi per far fronte alle proprie necessità.

Quando usiamo il termine “bisognoso” commettiamo il grave errore di credere che chi appartiene a questa categoria sia un senza tetto, un indigente noto, un cittadino già attenzionato ai servizi sociali.
I bisognosi di adesso, invece, sono persone che hanno temporaneamente perduto il lavoro, o devono far fronte a spese fisse che riuscivano a sostenere grazie a uno stipendio più sostanzioso, magari decimato per via della crisi.
Persone comuni, nostri vicini di casa.

Non penso sia giusto metterli nella condizione di elemosinare un aiuto. Meglio sarebbe stato se il Governo avesse accredito questi soldi sui conti correnti delle famiglie.

Oltre al diritto di mangiare, c’è anche quello alla dignità.

Presidente Alumbria

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