Nuovi canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica

Nuovi canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica Presentato in Terza commissione il regolamento predisposto dalla Giunta

Nuovi canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica

Nuovi canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica
Presentato in Terza commissione il regolamento predisposto dalla Giunta

Il regolamento relativo a “Criteri, parametri e modalità per la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale le pubblica” sono stati illustrati questa mattina ai componenti della Terza commissione consiliare, presieduta da Eleonora Pace.

I funzionari della Giunta regionale e dell’Ater hanno spiegato che sei mesi fa c’è stata la proroga del periodo sperimentale previsto dal vecchio regolamento (n.7/2019), per evitare che l’adozione del solo valore Isee per la determinazione dei canoni potesse creare una situazione di diffuso disagio.

Il nuovo regolamento mira a tenere in considerazione l’equità, facendo pagare il giusto prezzo agli assegnatari, garantendo al tempo stesso all’Agenzia regionale per l’edilizia residenziale (Ater) la sostenibilità del proprio bilancio. Al di sotto dei 3mila euro di Isee c’è un costo fisso di 50 euro al mese mentre oltre i 30 mila viene previsto un canone di 500 euro al mese. Ci sono poi valori intermedi per le fasce comprese nelle 3 aree: Area Protezione sociale (Isee fino a 6.500 euro), Area Amministrata (da 6.500 a 30mila euro), Area decadenza (oltre i 30mila). Se per tre anni si superano i 30mila euro si deve lasciare la casa popolare.

Il canone non si basa più soltanto sull’Isee secco ma su un più ampio calcolo della capacità reddituale. Questo permette di graduare il canone di affitto in base alla effettiva disponibilità economica delle famiglie, soprattutto di quelle mono componenti, per le quali viene applicato uno specifico algoritmo.

L’assessore Enrico Melasecche ha evidenziato che – «da parte di molti osservatori, come consiglieri regionali e associazioni degli utenti locatari, è emersa la necessità di rivedere la normativa che prevedeva l’utilizzo del solo valore Isee per definire i canoni. Sono stati condotti studi e approfondimenti per evitare che si creassero distorsioni e incrementi importanti dei canoni. Questo regolamento è il risultato di questo notevole lavoro».

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