Commissione Regionale ascolta appello per sblocco dei lavori
Proseguono le interlocuzioni tra il Comitato “Chi salverà Ponte S. Giovanni?” APS e le Istituzioni in merito al Nodo di Perugia. Nella giornata di ieri, su invito della Presidente della II Commissione Consiliare Regionale Letizia Michelini, i rappresentanti del Comitato sono stati ascoltati in audizione presso l’Assemblea Legislativa dell’Umbria. Presenti all’incontro anche il Vicepresidente della Commissione Nilo Arcudi e i Consiglieri Cristian Betti, Stefano Lisci, Enrico Melasecche, Laura Pernazza, Fabrizio Ricci e Luca Simonetti.
Durante la seduta, è stato ribadito che questi appuntamenti rappresentano l’avvio di un processo di confronto aperto tra i membri della II Commissione, i comitati civici e i Comuni coinvolti nell’area tra Collestrada, Ponte San Giovanni e Balanzano, finalizzato all’individuazione di soluzioni concrete per i disagi che affliggono il territorio.
Il Presidente del Comitato, affiancato da alcuni suoi Consiglieri, ha delineato le criticità che quotidianamente i residenti della zona si trovano ad affrontare. Al centro della discussione, la congestione costante della E45 nel tratto compreso tra Collestrada e Balanzano, che genera conseguenze rilevanti sia in termini ambientali sia di sicurezza.
È stato denunciato l’impatto diretto che il traffico ha sulle strade interne dei centri abitati, spesso invase da veicoli in uscita dalla statale, con conseguente aumento dell’inquinamento acustico e atmosferico. Il Comitato ha posto l’accento anche sulla pericolosità della tratta, citando dati pregressi della Polizia Stradale, secondo cui il 75% degli incidenti verificatisi sull’intero asse della E45 si concentra nei cinque chilometri compresi tra il bivio per Ancona e il raccordo Ponte S. Giovanni/Bettolle.
Da uno studio elaborato su base ventennale, il costo sociale relativo a incidenti, feriti e vittime nel tratto considerato ammonterebbe a circa 150 milioni di euro. Secondo quanto evidenziato, tale cifra rappresenta circa un terzo dell’intero investimento necessario alla realizzazione del Nodo di Perugia, che consentirebbe una riduzione consistente degli episodi sinistrali.
Oltre all’aspetto della sicurezza, il Comitato ha lamentato il peggioramento delle condizioni di vita nella zona, in particolare per i residenti e gli utenti dell’arteria viaria, costretti a sostenere ogni giorno lunghe e penalizzanti code, con una perdita sensibile di tempo e qualità della vita.
Nell’intervento, è stato inoltre ricordato come il progetto del Nodo sia al centro del dibattito pubblico da oltre trent’anni. Risale infatti a vent’anni fa il primo progetto preliminare dell’opera. Il definitivo relativo al primo stralcio, che interessa il tratto Collestrada–Madonna del Piano, è da quasi tre anni pronto per essere appaltato e ha già ottenuto tutti i pareri tecnici e ambientali, sia a livello regionale che nazionale.
Tuttavia, il passaggio decisivo – il finanziamento da parte del governo centrale – risulta ancora in sospeso. Per questo motivo il Comitato ha ribadito la necessità di accantonare divergenze politiche e agire in maniera coesa, coinvolgendo anche le Regioni limitrofe, seguendo l’impostazione proposta dal Presidente della Provincia di Perugia durante un convegno dello scorso 12 maggio. L’obiettivo condiviso è quello di ottenere i fondi necessari per l’avvio del primo stralcio dei lavori, mentre il secondo – da Madonna del Piano all’Ospedale Regionale – è già stato finanziato ed è in fase di progettazione definitiva.
È stato inoltre fatto cenno alla possibilità di sviluppare interventi integrativi sul fronte della mobilità sostenibile, con una maggiore valorizzazione delle reti ferroviarie. Tuttavia, il Comitato ha ribadito che simili misure non possono costituire un’alternativa valida alla realizzazione del Nodo di Perugia, giudicato l’unico intervento in grado di incidere strutturalmente sulla ripartizione dei flussi di traffico tra quello a lunga percorrenza e quello diretto verso l’area urbana.
A chiusura dell’incontro, i membri della Commissione hanno espresso apprezzamento per il tono costruttivo con cui sono stati esposti i problemi e le proposte. Alcuni esponenti della minoranza hanno esortato la Regione ad assumere rapidamente le decisioni di propria competenza, sollecitando un’assunzione di responsabilità concreta per dare risposte tangibili ai cittadini delle zone interessate.

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