EducOr,a Orvieto nasce una nuova comunità educante

EducOr,a Orvieto nasce una nuova comunità educante

Firmato il Patto territoriale: educazione come bene comune

È stato ufficialmente sottoscritto nella Sala consiliare del Comune di Orvieto il Patto territoriale che sancisce la nascita di EducOr, la Comunità Educante dell’Orvietano. L’iniziativa coinvolge i Comuni della Zona sociale n.12, le dirigenze scolastiche del territorio e numerose realtà del Terzo Settore, in un’alleanza che riconosce l’educazione come bene comune e responsabilità condivisa.

Capofila del progetto è il Comune di Orvieto, che coordina la Zona sociale n.12, composta da Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Parrano e Porano, oltre a San Venanzo, con cui sono attivi consolidati rapporti di collaborazione. Il progetto si sviluppa nell’ambito di Space Network – Comunità educanti in Umbria, finanziato dalla Fondazione “Con i Bambini” impresa sociale, e porta la firma di Giacomo Mencarelli della cooperativa sociale “Il Quadrifoglio”, responsabile della presentazione della Carta d’identità della neonata comunità educante.

Il modello adottato mira a trasformare il territorio in una “scuola diffusa”, in cui ogni spazio e relazione siano riconosciuti come occasione formativa. La scuola si configura quindi come un learning hub aperto alla comunità, favorendo la crescita culturale e sociale dei più giovani attraverso una rete orizzontale e intersettoriale.

Tra le azioni concrete già previste si segnalano i Patti di collaborazione per la cura del giardino del Fosso dell’Abbadia a Orvieto Scalo e l’apertura di una biblioteca di quartiere presso la Scuola primaria “Sette Martiri” a Ciconia. Questi interventi si inseriscono nella strategia di amministrazione condivisa e cura dei beni comuni, valorizzando la partecipazione civica attraverso laboratori, attività artistiche e sportive, percorsi di cittadinanza attiva e progetti di inclusione sociale.

Il portale www.educor.it è stato attivato come strumento operativo per favorire il coinvolgimento diretto dei cittadini, offrendo uno spazio di raccolta e condivisione di idee, esperienze, proposte e progettualità. All’interno del sito sarà possibile aderire ai principi della comunità educante e contribuire alla costruzione del cosiddetto Granaio Civico, un ambiente comune dove raccogliere e trasformare le risorse in iniziative tangibili.

Nel corso della presentazione, si è sottolineato come la firma del Patto rappresenti la formalizzazione di un percorso partecipato e avviato nel tempo grazie alla cooperazione tra genitori, docenti, operatori, volontari e amministratori. Una convergenza che ha portato alla nascita di un modello educativo territoriale fondato su alleanze intergenerazionali, strumenti condivisi e metodi inclusivi.

EducOr si propone di integrare l’offerta scolastica con interventi mirati nelle aree interne, con attenzione particolare all’infanzia, all’adolescenza, ai nuclei familiari fragili e ai soggetti con disabilità, promuovendo percorsi di peer education, ascolto strutturato e collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Durante l’incontro sono intervenuti anche Fabrizio Boldrini del Centro studi Villa Mantesca, che ha seguito i processi formativi dei referenti coinvolti nel progetto, e Daniela Ciaffi, vicepresidente di Labsus – Laboratorio per la Sussidiarietà e docente di Sociologia Urbana presso il Politecnico di Torino, che ha analizzato le opportunità derivanti dall’impiego di strumenti di partecipazione civica. A tal proposito è stato ricordato che fin dal 2014 il Comune di Orvieto si è dotato di un Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la rigenerazione dei beni comuni urbani, norma che ha costituito una base importante per l’avvio di EducOr.

La visione promossa da EducOr attribuisce all’educazione un ruolo fondamentale nel rafforzamento del tessuto sociale, nella crescita personale e nella rigenerazione comunitaria. La rete creata da istituzioni, scuole, famiglie e organizzazioni di volontariato mira a sostenere le nuove generazioni con linguaggi e strumenti condivisi, rafforzando la coesione e promuovendo la responsabilità collettiva.

Il progetto integra le esperienze precedenti maturate attraverso il programma Space Network, portando avanti il lavoro avviato da una rete estesa di soggetti attivi: dai Comuni della Zona Sociale n.12 alla cooperativa Il Quadrifoglio, fino ad associazioni come A.Ge Orvieto, Agesci Orvieto 1, Amleto in Viaggio APS, Artemide APS, Il Collettivo Teatro Animazione APS, UISP Comitato Orvieto Medio Tevere, oltre agli Istituti Superiori e Comprensivi del territorio, tra cui I.I.S. Artistica, Classica e Professionale, I.I.S. Scientifico e Tecnico, I.C. Orvieto – Baschi, I.C. Orvieto – Montecchio, I.C. “M. Cappelletti” – Allerona e I.O. “R. Laporta” – Fabro.

L’azione congiunta di questi attori dà corpo a una rete educativa territoriale ampia e strutturata, che si propone come motore di trasformazione sociale attraverso politiche partecipative, accessibili e continuative. Il Patto firmato, infatti, si configura come un documento operativo che rende stabile un sistema di collaborazione già attivo, finalizzato a garantire pari opportunità educative e a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

La metodologia utilizzata fa riferimento al concetto di “sussidiarietà orizzontale”, secondo cui cittadini e istituzioni collaborano paritariamente nella cura degli interessi comuni, superando logiche verticali e incentivando forme nuove di governance partecipata. EducOr adotta questo approccio per potenziare l’efficacia delle politiche educative attraverso la condivisione di responsabilità, la coesione sociale e la valorizzazione del capitale relazionale.

Nel concreto, le attività previste spaziano dalla cura degli spazi pubblici all’attivazione di laboratori espressivi e culturali, da percorsi di mediazione interculturale a iniziative di animazione territoriale, con un’attenzione particolare alla centralità del minore come soggetto attivo e partecipe della vita comunitaria.

L’avvio di EducOr consolida quindi un modello locale che intende fare dell’educazione una leva strategica di cambiamento sociale, proponendo un nuovo equilibrio tra scuola e territorio, tra istituzioni e società civile, capace di generare risposte integrate e durature alle sfide dell’inclusione, della formazione e della cittadinanza attiva.

Il Patto rappresenta infine un riferimento per future politiche locali, proponendosi come strumento replicabile anche in altri contesti regionali, a dimostrazione di come la costruzione di comunità educanti possa essere perseguita attraverso la collaborazione sistemica, l’innovazione sociale e la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

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