Crisi Astaldi, i lavori potrebbero ripartire, ieri audizione a Palazzo Cesaroni

Crisi Astaldi, i lavori potrebbero ripartire, ieri audizione a Palazzo Cesaroni

Crisi Astaldi, i lavori potrebbero ripartire, ieri audizione a Palazzo Cesaroni

Il completamento dei lavori sulla strada Perugia-Ancona è stato al centro dell’audizione convocata da Prima e Seconda commissione dell’Assemblea legislativa, svoltasi questa mattina a Palazzo Cesaroni. Durante l’incontro, richiesto dal presidente Andrea Smacchi (Prima commissione), l’amministratore della Quadrilatero, Guido Perosino, ha illustrato la complessa situazione dei cantieri tra Umbria e Marche. Al termine dei lavori Smacchi ha annunciato la presentazione di una risoluzione che porti l’Assemblea legislativa a prendere una posizione su questa vicenda. Palazzo Cesaroni è tornato così ad occuparsi della vicenda Astaldi dopo averlo fatto già in passato

L’amministratore della Quadrilatero, anche a seguito della sollecitazioni dei consiglieri Carbonari (M5S), Mancini (Lega), Rometti (Ser), Smacchi e Chiacchieroni (Pd), Morroni (FI) e Ricci (misto Rp – Ic), ha ricostruito la vicende della Perugia-Ancona, i cui cantieri sono stati avviati alla fine del 2009, incentrando la sua relazione soprattutto su due questioni: gli effetti del concordato chiesto dalla Astaldi sul completamento dei lavori ed i crediti vantati dalle imprese umbre (e marchigiane) che hanno svolto i lavori.

LA CRISI ASTALDI. Perosino ha spiegato che “l’arrivo della Astaldi quale principale affidatario dei lavori (Dirpa 2 era il contraente generale) venne salutato con favore, in ragione della solidità dell’azienda. Il fatto che Dirpa 2 fosse controllata da Astaldi non era anomalo e neppure in contrasto con le norme, sebbene ciò abbia prodotto nei fatti ulteriori problematiche. Per alcuni anni i cantieri sono avanzati in modo rapido fino alla crisi finanziaria di Astaldi, legata a grandi progetti in Venezuela e Turchia, che hanno incontrato difficoltà. Nel corso del 2018 i cantieri della Perugia–Ancona hanno subito forti rallentamenti per poi fermarsi. È seguita la richiesta di concordato in bianco della Astaldi e altre vicissitudini che hanno portato alla nomina di tre commissari e ad un piano di salvataggio affiancato dalla proposta vincolante di Impregilo. Nel frattempo Astaldi ha chiesto e ottenuto 200milioni di prestito ponte dalle banche, 75 dei quali sono già stati erogati. Quadrilatero è interessata a completare la strada e deve agire nel rispetto delle norme: Astaldi ha presentato un piano per la ripartenza dei lavori e il completamento dei lavori. Se invece si procedesse con la rescissione del contratto ci vorrebbero 3 o 4 anni per far ripartire il cantiere, una nuova progettazione, un nuovo appalto e il reperimento nuove risorse. I tempi si allungherebbero in modo molto importante”.

CREDITORI NON PAGATI. “Dopo tre volte, in dieci anni, che le ditte incaricate di questi grandi lavori pubblici falliscono anche i territori iniziano a soffrire queste crisi. Quadrilatero – ha ricordato l’Amministratore – ha svolto un’azione di monitoraggio continua, ma i tempi di pagamento previsti nei contratti con le imprese impegnate nei cantieri (fino a 270 giorni) e i meccanismi adottati in molti casi (factoring con le banche) hanno portato ad accertare una situazione che si è dimostrata critica contestualmente alla dichiarazione di crisi della Astaldi. Le banche avevano infatti anticipato alle imprese parte delle somme che avrebbero dovuto ricevere per i lavori svolti, ma il blocco dei cantieri ha portato le aziende stesse a non poter fare quei lavori e quindi a dover restituire le somme.

Nel piano di salvataggio della società vengono indicate anche le percentuali per la suddivisione dei fondi e Quadrilatero non dispone di strumenti normativi per non rispettare la norma o per dare indicazioni ai commissari sul pagamento dei creditori umbri o marchigiani. I creditori privilegiati sono stabiliti dalla legge. Sul pagamento dei pregressi da parte di Astaldi, ora in crisi, non abbiamo strumenti per intervenire e garantire il pagamento dei creditori umbri. Alcune delle aziende che hanno crediti, contattate da Astaldi per riprendere i lavori, si sarebbero rifiutate di collaborare finché non verranno saldati i vecchi debiti. Altre avrebbero invece accettato. Se i lavori riprenderanno in concordato la Quadrilatero potrà svolgere un ruolo diverso e più incisivo, visto che varranno regole diverse e i pagamenti avverranno solo ad opere ultimate”.

Al termine dell’informativa di Perosino, Smacchi ha evidenziato che “il progetto della Perugia-Ancona è arrivato circa all’87 percento, con una forte accelerazioni negli ultimi anni proprio grazie al ruolo della Astaldi. Restano 60 milioni di euro di lavori da fare sul tratto Perugia-Ancona, che in un anno si potrebbero ultimare. Presenteremo una risoluzione della Commissione affinché l’Assemblea legislativa prenda una posizione su questa vicenda, da cui emerge la necessità di una modifica del codice degli appalti, una normativa che sta dimostrando i suoi limiti.

Umbria e Marche devono intervenire al tavolo del Ministero delle Infrastrutture per evitare ulteriori forzature verso le imprese che hanno portato avanti i lavori ed a cui non potranno essere chiesti ulteriori sacrifici. Stiamo cercando in ogni modo di trovare soluzioni ai problemi legati ai ripetuti blocchi dei cantieri della Perugia-Ancona. C’è un danno indiretto causato ai territori, che non solo hanno visto bloccati i cantieri ma anche una mancata attrattività legata ad una importante via di comunicazione che non viene realizzata. A causa dei debiti, alcune aziende marchigiane hanno già chiuso e questo potrebbe presto avvenire anche in Umbria”.

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